I fenomeni di tipo elettrostatico sono tra le principali cause di innesco di atmosfere esplosive generate da polveri combustibili in diversi settori industriali (alimentare, chimico, farmaceutico, della gomma, metalmeccanico, ecc..).
L’accumulo di carica elettrostatica che si può generare durante la movimentazione delle polveri (trasporto meccanico o pneumatico, travaso, carico in silos, filtrazione/abbattimento ecc…) può generare, se non efficacemente gestito, un’energia di innesco capace di innescare polveri combustibili sia di tipo vegetale/alimentare (zucchero, farina, cacao, caffè, ecc..), sia di tipo inorganico (alluminio, titanio, ferro, magnesio, ecc) sia di altro tipo, come gomme, resine, polveri plastiche, ecc..
Tale rischio è accentuato per le polveri di tipo alimentare o sintetico perché sono polveri NON CONDUTTIVE e possono non scaricare efficacemente la carica elettrostatica accumulata nonostante un’adeguata messa a terra di impianti e strutture.
Per queste tipologie di polvere la messa a terra è una misura necessaria, ma non sempre sufficiente, per prevenire gli inneschi di tipo elettrostatico. L’ associazione “ho messo a terra la struttura” quindi “ho gestito efficacemente il rischio elettrostatico” non sempre sta in piedi…, a volte potrebbero essere necessarie ulteriori misure di gestione del rischio elettrostatico. È necessario fare un’accurata analisi del rischio valutando processo e caratteristiche della polvere.
Relatore
Ing. Gianluca Quaggetto
Consulente Rischio Esplosioni – Product Specialist Engineer – NECSI SRL
Destinatari
RSPP, ASPP, HSE, responsabili di produzione/impianto, ufficio tecnico/ingegneria di aziende del settore industriale

