TESTO UNICO AMBIENTALE: approvazione tra polemiche

La firma del Presidente della Repubblica tra il disaccordo di Legambiente e delle Regioni.

La nuova versione del Testo Unico in materia ambientale, approvata in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il 29 marzo scorso, è stata firmata ieri da Ciampi.

LE RICHIESTE DI CIAMPI

Le richieste avanzate dal Presidente Ciampi erano conoscere le motivazioni dell'approvazione del testo senza il parere del consiglio di Stato, i motivi della totale chiusura manifestata dalle Regioni, il mancato coinvolgimento, a livello di consultazione, delle associazioni ambientaliste.

LE RISPOSTE DEL GOVERNO

Alle domande formulate, il Governo ha risposto che il parere del Consiglio di Stato non era obbligatorio perchè il Codice non può essere considerato un Testo Unico, non contenendo la disciplina relativa alle aree protette, all'inquinamento acustico e all'energia.

La posizione contraria delle Regioni, invece, non è stata presa in considerazione perchè il loro non era un vero e proprio parere negativo della Conferenza Unificata: in COMPLETO DISACCORDO con il modo di operare del Governo, la Conferenza unificata aveva infatti deciso di NON ESPRIMERE ALCUN PARERE.

Tra le modifiche apportate dopo i rilievi di Ciampi, la retromarcia del Governo sull'abrogazione della norma (art. 17 comma 46 L. 127/1997) che permette alle associazioni ambientaliste di intraprendere azioni giudiziarie in difesa dell'ambiente.

LE PROTESTE

Rimangono alte le proteste e le perplessità di Regioni, Enti e mondo scientifico: il presidente di Legambiente ha definito infatti 'irrilevantiâ? le modifiche apportate al Decreto a seguito dei chiarimenti chiesti da Ciampi.

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