
Supplemento Ordinario n. 72 alla G.U. n. 93 del 22 aprile 2005 il decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59
La Direttiva IPPC, attesa da molto tempo da tutti gli operatori del settore, ha come scopo quello di riordinare il quadro normativo nella disciplina generale dell'autorizzazione integrata ambientale e promuovere misure intese ad evitare o ridurre le emissioni nell'aria, nell'acqua e nel suolo per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente.
In particolare, le novità più rilevanti sono:
- ha ricondotto ad un unico testo una materia che nel tempo era stata oggetto di parziali interventi (vedi, ad esempio, le modifiche alle competenze Regionali e Statali in materia di rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale operate con l'art. 77 della Legge 27 dicembre 2002, n. 289) chiarendo le competenze fra Stato, Regioni e Province Autonome.
- Si applica a tutti gli impianti esistenti ed ai nuovi impianti che di fatto ne erano esclusi (con l'introduzione nell'art. 2 gli impianti entrati in esercizio successivamente al 10 novembre 1999, data di entrata in vigore del D. Lgs. 372/99, sono considerati nuovi ai sensi della normativa comunitaria).
- Contiene una importante modifica allo "scadenziario" fissato dal D.Lgs 372/99 che conteneva una scadenza temporale per la conclusione dei procedimenti autorizzativi, inizialmente fissata per Ottobre 2004 e poi portata ad Aprile 2005, fissando con una previsione cautelativa il 30 ottobre 2007 come data ultima.
- Recepisce le indicazioni fornite dalla Convenzione di Aarhus, circa il diritto di accesso del pubblico alle informazioni ambientali. L'Autorità Competente avrà quindi l'obbligo di considerare le osservazioni pervenute, motivando in modo esplicito il loro eventuale non accoglimento.
- Chiarisce quali sono le autorizzazioni ambientali sostituite dall'AIA, elencandole nell'allegato II (emissioni in atmosfera, scarichi idrici, rifiuti, smaltimento PCB e oli usati, utilizzo dei fanghi di depurazione, la comunicazione ex art. 33 del D. Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22.) Complessivamente il D. Lgs. 59/2005, rappresenta un importante provvedimento che in grado di rafforzare l'approccio preventivo alle problematiche ambientali poiché consente di coinvolgere sia le Pubbliche Amministrazioni che gli operatori privati, nonché i vari portatori di interessi, in valutazioni sistematiche preventive degli impatti delle loro azioni sull'ambiente. Inoltre semplifica le procedure ed i rapporti fra i soggetti coinvolti e minimizza il classico approccio basato sul comando-controllo, orientandosi verso quello basato sul binomio controllo-conoscenza, più adatto a supportare efficaci politiche di prevenzione.












