Analisi INAIL degli infortuni sul lavoro in Friuli Venezia Giulia

Nel 2012 in Friuli Venezia Giulia per il secondo anno consecutivo il numero assoluto degli infortuni sul lavoro denunciati all'Inail è rimasto sotto la soglia dei 20mila casi, con un'ulteriore diminuzione rispetto al 2011 pari a circa il 10,3%, che equivale alla terza più ampia flessione della serie storica 1976-2012, dopo quelle registrate nel 1993 e nel 2009.

Prendendo in considerazione il quinquennio iniziato nel 2008, l'anno in cui è iniziata la crisi economica, la riduzione nella regione è stata quasi del 32%, passando dai 25.934 infortuni del 2008 ai 17.743 del 2012, il dato più basso di sempre.

L'impatto della crisi solo parziale

Come sottolineato nell'ultimo rapporto annuale del Friuli Venezia Giulia, questa diminuzione non dipende, però, soltanto dal calo dell'occupazione determinato dalla crisi, che nel 2012 ha provocato la perdita di oltre quattromila posti di lavoro rispetto all'anno precedente e una flessione del Pil regionale superiore ai due punti percentuali. Nel 2000, infatti, a fronte di 484.240 occupati erano stati denunciati 29.123 infortuni, mentre lo scorso anno, con un numero di occupati più alto, pari a 506.500 lavoratori, le denunce sono state oltre 11mila in meno.

Quattro casi su 10 in provincia di Udine

Il 41,5% dei 17.743 infortuni del 2012 è concentrato in provincia di Udine, seguita da quelle di Pordenone (23,9%), Trieste (22,4%) e Gorizia (13,2%). La diminuzione rispetto al 2011 è più marcata a Gorizia (-15,8%) e Trieste (-13,5%), e decisamente più contenuta a Pordenone (-8,6%) e Udine (-7,7%). Dall'analisi per modalità di evento emerge che il 91,5% del complesso degli infortuni, pari a 16.232 casi, si è verificato in occasione di lavoro, ossia nell'effettivo esercizio dell'attività lavorativa, con una riduzione del 10,7% rispetto al 2011, e il restante 8,5% è avvenuto in itinere, ovvero nel percorso tra la casa e il posto di lavoro, in calo del 6,1% rispetto all'anno precedente.

Un morto in più rispetto all'anno precedente

La percentuale degli infortuni in itinere rispetto al totale aumenta sensibilmente se si prendono in considerazione soltanto i casi mortali. Sette delle 19 morti sul lavoro avvenute in Friuli Venezia Giulia nel 2012, una in più rispetto all'anno precedente, sono state infatti conseguenza di incidenti avvenuti nel tragitto casa-lavoro, a fronte di 12 casi (63,2%) avvenuti in occasione di lavoro, di cui soltanto uno con il coinvolgimento di un mezzo di trasporto.

Al femminile un evento su tre

Sono due, invece, gli eventi con esito mortale che hanno coinvolto delle lavoratrici. Rispetto al totale degli infortuni, quelli al femminile sono stati 6.002, pari al 33,8%, una percentuale in linea con il dato nazionale (33,3%) e lievemente superiore a quello del Nord Est (31,2%). Analizzando il trend infortunistico dell'ultimo quinquennio emerge che gli infortuni delle lavoratrici sono diminuiti del 19,9%, oltre 16 punti percentuali in meno rispetto alla diminuzione degli infortuni dei lavoratori registrata nello stesso periodo, pari al 36,4%.

Elevata l'incidenza degli stranieri

Con 4.267 casi denunciati nel 2012 (-8,2% rispetto al 2011), equivalenti al 24,5% del totale regionale, il Friuli Venezia Giulia si caratterizza per un'elevata incidenza di infortuni occorsi a lavoratori stranieri, superiore a quella del Nord Est (21,3%) e nazionale (15,9%). Romania (711 casi), Ex Jugoslavia (350), Albania (330) e Bosnia-Erzegovina (200), sono i primi quattro Paesi di nascita dei lavoratori infortunati, mentre i sei eventi mortali che hanno coinvolto cittadini stranieri lo scorso anno sono distribuiti tra Serbia (2 casi) e Slovenia, Romania, Portogallo e Venezuela, con un caso ciascuno.

Le malattie professionali in crescita del 4,5%

Nel 2012 le malattie professionali denunciate in regione sono state 1.472 rispetto alle 1.408 del 2011 e le 1.246 del 2010, con un incremento del 4,5% nell'ultimo anno, del 18% nel triennio e del 23,7% nel quinquennio. Il trend in marcata ascesa riscontrato a partire dal 2010, nell'ultimo anno ha registrato un rallentamento, anche se più contenuto rispetto a quello rilevato nel Nord-Est (+1,4%) e a livello nazionale (-1,6%). L'aumento delle denunce negli ultimi tre anni, nonostante la contrazione dell'occupazione, sembra confermare ovunque la tendenza all'emersione delle malattie cosiddette “perdute” per l'attenuarsi del fenomeno della sottodenuncia.

Netta prevalenza delle patologie da sovraccarico

Tra le tecnopatie si conferma la netta prevalenza delle malattie da sovraccarico biomeccanico, ovvero le malattie osteo-articolari e muscolo-tendinee, pari al 66% del totale, seguite dalle malattie del sistema nervoso e degli organi di senso (quasi il 10%), costituite prevalentemente dall'ipoacusia da rumore (8,7%), dai tumori (8,6%, in lieve aumento rispetto al 2011) e dalle malattie respiratorie (7%). [Articolo tratto dal sito www.inail.it]

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