Incidenti in ambienti chiusi: in arrivo il vademecum per contrastarli

Lavorazioni in ambienti "chiusi" come cisterne, vasche o piscine. Sono questi i tre fattori che, combinati insieme, sono stati all'origine di incidenti mortali multipli. Tragedie dove la situazione di rischio è stata originata dallo spazio confinato che, per operai a contatto improvviso con sostanze nocive e tossiche, si è rivelato una prigione fatale.

Proprio per contrastare questa tipologia specifica di infortuni, un gruppo di lavoro a supporto della Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza, in collaborazione con l'INAIL, sta predisponendo dei manuali contenenti le linee guida per operare in sicurezza. Il primo dedicato alle cisterne.

"Sono tanti i processi produttivi dove i lavoratori si trovano costretti a intervenire in ambienti 'circoscritti': dalla gestione degli impianti allo scavo delle gallerie, dalla raffinazione di petrolio a particolari procedimenti del settore alimentare", afferma Fabrizio Benedetti, della Contarp INAIL, moderatore di un convegno organizzato su questo tema dall'Istituto nel corso della recente edizione di Ambiente Lavoro, a Bologna. "Proprio per questo è di grande utilità la volontà di mettere a disposizione delle imprese degli strumenti mirati che offrano una disanima non solo dei pericoli  che si possono correre, ormai purtroppo tragicamente noti a seguito dei fatti di cronaca, ma soprattutto delle modalità per mettere realmente in sicurezza chi si trova in queste situazioni".

Altro intervento preventivo in tal senso è la predisposizione, sempre da parte del ministero del Lavoro, di un apposito regolamento (che uscirà sotto forma di decreto) per la qualificazione delle aziende e dei lavoratori autonomi che svolgono prestazioni in ambienti "sospetti di inquinamento" o, per l'appunto, confinati. Già approvato in ambito della Conferenza Stato/Regioni e di prossima uscita sulla Gazzetta ufficiale, il documento è diviso in due parti: da una parte, le caratteristiche che le imprese devono garantire e il riconoscimento della formazione di coloro che operano in questi ambiti e, dall'altra, una serie di disposizioni – di carattere stringente – riguardo le procedure di sicurezza da mettere in atto.

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