
Nella nuova programmazione dei fondi europei Por Fesr 2014-2020, green economy e low carbon economy devono diventare assi portanti della strategia regionale per consentire all'Emilia-Romagna di perseguire una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva e per raggiungere quei livelli di leadership internazionale che le competono. Scenari e opportunità, per imprese e settore pubblico, nella direzione di un nuovo "green deal".
I fondi strutturali europei, che rappresentano una componente importante per l'attuazione di politiche mirate allo sviluppo dell'innovazione nelle imprese e nei territori, pongono al centro delle loro politiche i temi della sostenibilità energetica e del rafforzamento della competitività dei sistemi produttivi attraverso la green economy.
A conferma del ruolo centrale di questi temi, con l'obiettivo di efficientare la capacità di spesa e nella logica di raccordare in maniera più stringente la programmazione con i risultati attesi, il nuovo ciclo di programmazione dei Fondi strutturali per il periodo 2014-2020 prevede una concentrazione delle risorse su un numero limitato di priorità.
Per la categoria delle regioni più sviluppate, di cui l'Emilia Romagna fa parte, questo si traduce in una concentrazione dell'80% delle risorse disponibili del FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) sui temi della ricerca, innovazione, competitività, ICT ed efficienza energetica. Quest'ultimo deve necessariamente coprire il 20% minimo di investimenti in considerazione degli obiettivi per la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio definiti a livello comunitario ed inglobati nella strategia per rilanciare l'economia dell'Unione "Europa 2020".
Il tema della green economy attraversa peraltro in modo trasversale i diversi fondi conformemente alla propria missione ed è presente in diversi degli undici obiettivi tematici su cui si concentrano i Fondi del Quadro Strategico Comune.
Si tratta quindi di un'evoluzione del green come priorità del modo di produrre e del consumare, anche pubblico, facendone un asse portante di un nuovo "green deal" e, di conseguenza, pilastro di una nuova politica industriale a livello regionale, nazionale ed europeo.
Nell'ambito della nuova programmazione, green economy e low carbon economy devono diventare assi portanti della strategia regionale non solo per consentire all'Emilia-Romagna di perseguire una crescita intelligente, sostenibile edinclusiva, ma anche per raggiungere quei livelli di leadership internazionale che le competono.
Interventi mirati al sostegno di nuove imprese con alta potenzialità di mercato nei settori della green economy, dell'ecoinnovazione e dell'economia a bassa intensità di carbonio insieme ad interventi di promozione dell'ecoefficienza e alla riduzione di consumi di energia tanto nel sistema produttivo quanto nel sistema pubblico, in coerenza con il concetto delle smart cities.
Alla luce di tali obiettivi la Regione Emilia-Romagna promuove, nell'ambito del percorso POR PER FARE – Costruiamo insieme il programma 2014-2020, una consultazione aperta a tutti gli stakeholder per mettere a fuoco priorità, ambiti e obiettivi verso cui orientare l'azione pubblica, proprio partendo dalle opportunità offerte dai fondi Fesr 2014-2020.
Due gli ambiti, ciascuno con i propri driver e strumenti di riferimento, in cui poter sviluppare le leve per "fare green economy": dagli strumenti e politiche a disposizione del settore pubblico – qualificazione del patrimonio edilizio, consumi e appalti verdi, pianificazione energetica e patto dei sindaci – ad ambiti di riferimento del privato, dove allo sviluppo delle rinnovabili si affiancano efficientamento energetico e innovazione di prodotto e di processo, qualificazione del prodotto, recupero e riutilizzo degli scarti e materie prime seconde, senza dimenticare le opportunità legate all'internazionalizzazione e alla domanda di tecnologie "verdi", che provengono in modo particolare dai mercati emergenti. [Articolo tratto dal sito partecipazione.regione.emilia-romagna.it]












