
Il nuovo Rapporto regionale dell'Inail, in Lombardia, registra una flessione su base annua delle denunce pari al 7,8%. In controtendenza il dato dei lavoratori che hanno perso la vita, che sono stati 133, otto in più rispetto al 2011.
Nel 2012 sono stati 117.102 gli infortuni denunciati all'Inail in Lombardia, con un calo del 7,8% rispetto ai 127.018 dell'anno precedente. A rivelarlo è il nuovo Rapporto annuale regionale dell'Istituto, presentato oggi all'Università Milano Bicocca nell'ambito del convegno "In rete per il lavoro", promosso insieme al dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale. "Pur tenendo conto degli effetti della crisi, il calo degli infortuni è dovuto anche alla sensibilità delle aziende verso il tema della prevenzione e all'evoluzione normativa", ha spiegato il direttore regionale dell'Inail, Antonio Traficante, che ha sottolineato il ruolo attivo svolto dall'Istituto su questo fronte attraverso finanziamenti a fondo perduto per l'innovazione tecnologica e organizzativa, che nell'ultimo biennio in Lombardia sono stati pari a 62 milioni di euro, distribuiti tra 1.300 imprese.
Rampi: "Ridisegnare il concetto di prevenzione"
Per il presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza Inail, Francesco Rampi, è necessario ridisegnare il concetto di prevenzione. "Penso che si sia tradita l'elaborazione originale della legge 626 sulla cultura della prevenzione – ha detto nel suo intervento a chiusura del convegno – Che ne è dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, al di là delle eccezioni? Noi abbiamo un milione di nomi e il 40% sono stati nominati a loro insaputa per adempimento". Secondo Rampi, quindi, "dobbiamo riprendere il concetto di prevenzione e il ruolo degli attori della prevenzione dentro il concetto di cooperazione fra tutti coloro che concorrono alla prevenzione".
Flessione più marcata a Lecco, Monza e Brescia
Dal Rapporto regionale Inail emerge che la diminuzione delle denunce di infortunio registrata nel 2012 ha interessato tutte le province lombarde e, in particolare, quelle di Lecco (-12,4% rispetto al 2011), Monza-Brianza (-10,5%) e Brescia (-10,2%). L'analisi condotta per settore di attività evidenzia un calo degli infortuni in tutte le gestioni: nell'industria e servizi il numero di infortuni è pari a 109.471, contro i 118.955 denunciati nel 2011, in agricoltura le denunce sono state 3.802 contro le 4.082 dell'anno precedente, mentre tra i dipendenti dello Stato si è passati dai 3.981 casi del 2011 ai 3.829 del 2012.
In crescita gli incidenti in itinere senza mezzo di trasporto
Analizzando invece i dati per modalità di evento, per gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro il calo è stato del 7,9%, essendo passati dai 109.346 del 2011 ai 100.663 del 2012, mentre gli infortuni in itinere, avvenuti cioè nel normale tragitto tra l'abitazione e il posto di lavoro, sono passati da 17.672 a 16.439, pari a una diminuzione del 7%. Tra gli infortuni in itinere si registra, però, un aumento degli infortuni avvenuti senza mezzo di trasporto. La diminuzione del 7%, infatti, è il risultato della media tra il calo del 12,8% che ha interessato gli infortuni avvenuti con mezzo di trasporto, passati dai 13.834 casi del 2011 ai 12.060 del 2012, e l'aumento del 14,1% degli incidenti avvenuti senza mezzo di trasporto, che sono aumentati da 3.838 a 4.379.
Settanta le vittime legate al rischio strada
In controtendenza con il dato nazionale e con la diminuzione complessiva delle denunce di infortunio sul lavoro, il nuovo rapporto annuale della Lombardia registra anche l'aumento dei casi mortali, che nel 2012 sono stati 133, otto in più rispetto al 2011. In 63 casi gli infortuni mortali si sono verificati nell'ambiente di lavoro ordinario, mentre 70 sono legati al rischio strada. Di questi ultimi, in particolare, 45 sono infortuni in itinere, a fronte dei 32 casi del 2011. È diminuito, invece, il dato relativo agli infortuni mortali avvenuti in occasione di lavoro, sia all'interno dell'ambiente di lavoro ordinario, sia nell'ambito della circolazione stradale, come nel caso di autotrasportatori, commessi viaggiatori e addetti alla manutenzione stradale: nel 2012 sono stati 88 rispetto ai 93 del 2011.
Straniero un infortunato su cinque
Nel 2012 quasi un infortunio su cinque nella regione ha interessato un lavoratore straniero. I 22.913 casi del 2012, in calo dell'8,7% rispetto ai 25.090 del 2011, equivalgono infatti al 19,6% del totale delle denunce presentate in Lombardia. Sono aumentati, invece, i casi mortali, dai 22 casi del 2011 ai 33 del 2012. Il dato lombardo equivale al 22% degli infortuni occorsi a lavoratori nati all'estero che sono stati denunciati a livello nazionale, mentre se si considerano i casi mortali la stessa percentuale sale al 28%. Marocco (2.874 denunce nel 2012), Romania (2.793) e Albania (1.879) sono, nell'ordine, i Paesi di nascita con il maggior numero di lavoratori infortunati, pari a oltre il 32% del totale.
Tra le donne la diminuzione è del 4%
Gli infortuni delle lavoratrici avvenuti nel 2012 in Lombardia sono pari al 32,7% degli infortuni complessivi denunciati all'Inail. In valore assoluto i casi che hanno coinvolto le donne registrano un calo del 4% rispetto all'anno precedente, mentre tra gli uomini la flessione è stata del 10%. Gli infortuni delle lavoratrici sono avvenuti prevalentemente negli ambienti di lavoro ordinario (71%), mentre il restante 29% su strada, con e senza mezzo di trasporto. La percentuale degli infortuni in ambienti di lavoro ordinario aumenta, però, al 76% se si prendono in considerazione solo le donne straniere. Al pari del dato complessivo e di quello relativo ai lavoratori nati all'estero, anche tra le lavoratrici sono aumentati gli eventi con esito mortale, da 8 a 11. Un caso è avvenuto in ambiente di lavoro ordinario e ha riguardato una dipendente di un'industria chimica che si occupa di lavorazione di resine sintetiche, in sei casi si è trattato di incidenti in itinere con mezzo di trasporto e nei restanti quattro casi di infortuni avvenuti in occasione di lavoro con mezzo di trasporto.
In calo anche le malattie professionali
Per quanto riguarda le tecnopatie, il nuovo Rapporto regionale della Lombardia registra invece una diminuzione del 3,7%, dai 3.150 casi del 2011 ai 3.035 del 2012. Il 78% viene denunciato da lavoratori, un dato che conferma l'impiego degli uomini in attività più rischiose, mentre solo l'11% delle segnalazioni provengono dai lavoratori stranieri. La diminuzione del 2012 rispetto all'anno precedente ha riguardato quasi tutte le patologie, ma non quelle correlate all'asbesto (mesotelioma pleurico, carcinoma polmonare e asbestosi) e le malattie professionali da sovraccarico biomeccanico del ginocchio e da ernia discale lombare. Dal Rapporto emerge anche un incremento, in controtendenza rispetto al passato, delle denunce per ipoacusia da rumore. In calo del 54% le segnalazioni per silicosi, del 46% le malattie causate da vibrazioni meccaniche trasmesse al sistema mano braccio e del 50% le malattie neoplastiche causate da polveri di legno duro. [Articolo tratto dal sito www.inail.it]












