In calo gli infortuni sul lavoro in Trentino Alto Adige

Sono stati diffusi i dati del Rapporto annuale provinciale Inail. In cinque anni gli incidenti sono diminuiti del 23,6%: un andamento solo in parte dovuto agli effetti della crisi economica e che premia il complesso delle politiche di prevenzione messe in atto da istituzioni e parti sociali.

Sono scesi dell'11,6% gli infortuni sul lavoro in Trentino nel 2012: con un totale di 8.734 denunce, la flessione supera di oltre 2,5 punti percentuali la media nazionale (9%). Gli episodi mortali sono stati tre, a fronte dei sette dell'anno precedente (-42%) e tutti relativi alla gestione "Industria e servizi": un caso – relativo a un addetto alla ristorazione – è stato "in itinere" (si definiscono così gli infortuni a bordo di un mezzo di trasporto avvenuti nel percorso casa-lavoro, e viceversa) e gli altri, in occasione di lavoro, hanno interessato rispettivamente un dipendente di una pubblica amministrazione e uno di una ditta di autotrasporti. Per il secondo anno consecutivo non si registrano decessi in agricoltura. Questi sono alcuni dei principali dati del Rapporto Inail 2011 curato dalla direzione della provincia autonoma di Trento, presentato oggi presso la Provincia autonoma di Trento.

Nel 2008 i morti sul lavoro furono 17

Se questo generale andamento positivo è stato in parte condizionato dal perdurare della difficile congiuntura economica, l'analisi complessiva del fenomeno rimanda, tuttavia, a un generale miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori dovuto alle buone politiche di prevenzione messe in atto, nel corso di questi ultimi anni, da istituzioni (Inail in prima fila), organismi bilaterali e parti sociali. Una realtà che spicca con particolare evidenza numerica nella riduzione degli infortuni mortali nell'ultimo quinquennio: nel 2008, infatti, tali episodi furono 17. Significativo – il 23,6% in meno – anche il decremento delle denunce complessive di infortunio registrato nello stesso periodo.

Nelle costruzioni le denunce scendono del 26%

Il calo infortunistico ha interessato tutte le gestioni economiche, in particolare l'industria e servizi (-13,1%), attività dove si evidenzia un'importante contrazione di denunce in comparti particolari quali il settore manifatturiero (-10,7%), le costruzioni (-26,6%), il commercio (-15,2%), il trasporto (-15,4%) e i servizi di alloggio e ristorazione (-2%). Il fenomeno non ha riguardato in modo altrettanto significativo la gestione agricoltura, che mantiene un andamento infortunistico pressoché costante dal 2008, con un decremento del 1,7% rispetto al 2011. Un aumento di casi denunciati si è avuto nella gestione per conto dello Stato (+6%).

Alla circolazione stradale è legato il 9,8% degli infortuni

Fra le varie tipologie di infortunio la modalità più frequente – 7.720 casi – ha riguardato gli infortuni avvenuti nel luogo di lavoro (fabbrica, campo agricolo, ecc.), cioè in "ambiente di lavoro ordinario". Altre 415 denunce sono relative a infortuni con mezzo di trasporto durante l'attività lavorativa: dato che fa ammontare a 8.135 gli infortuni totali "in occasione di lavoro". I 599 casi restanti sono "in itinere". Nel complesso, alla circolazione stradale sono attribuibili 858 denunce, il 9,8% del totale. In generale, rispetto al 2011, per gli infortuni in ambiente di lavoro si è registrata una diminuzione del 10%: percentuale che aumenta al 21,7% per gli eventi in occasione di lavoro a bordo di un mezzo di trasporto.

In calo le malattie professionali: da 410 a 340 denunce

Le denunce di malattia professionale nel 2012 sono state 340, rispetto alle 410 dell'anno precedente. Nell'arco del quinquennio 2008-2012, hanno seguito un andamento piuttosto diversificato, con un picco di denunce nel 2009-2010 nei settori della gestione "Industria e servizi" e nella gestione "Agricoltura" per effetto del dm 9 aprile 2008 che ha ampliato la tabella delle malattie tutelate ex lege. Nel 2012 nella gestione "Industria e Servizi" sono il comparto industriale e del terziario a registrare un significativo decremento delle patologie denunciate, che diminuiscono rispettivamente del 59% e del 31%. Relativamente stabili gli altri settori di attività con un lieve aumento delle denunce nell'artigianato.

Nessun patologia asbesto-correlata

Le patologie più segnalate – trasversalmente a tutte le gestioni e ai settori di attività – sono quelle a carico dell'apparato muscolo scheletrico, con specifica rilevanza delle malattie osteo- articolari e tendinee riferite, in particolare, a sovraccarico biomeccanico degli arti superiori. Infine, in Trentino non sono state acquisite denunce per malattie da asbesto. [Articolo tratto dal sito www.inail.it]

 

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