
Le denunce di infortunio registrate in Veneto dall'Inail nel corso del 2012 sono diminuite del 9,9% rispetto all'anno precedente. Questo dato, contenuto nell'ultimo rapporto annuale regionale dell'Istituto, è in linea con la flessione rilevata a livello nazionale (-9,5%) e conferma il trend decrescente dell'ultimo quinquennio.
A partire dal 2008, infatti, nella regione il calo delle denunce è stato pari al 30%, da 104.367 a 73.225. Rispetto al 2011, invece, risulta più contenuta la diminuzione dei casi mortali, passati da 84 a 79.
Il Veneto è al quarto posto per indice di frequenza
Con una media di 31,2 casi indennizzati ogni mille addetti nel triennio 2008-2010, il Veneto è al quarto posto tra le regioni italiane per frequenza infortunistica, alle spalle dell'Umbria (33,08), dell'Emilia Romagna (31,59) e del Trentino Alto Adige (31,17). I settori con gli indici di frequenza più elevati sono l'industria dei metalli (44,09) l'agrindustria (43,28), le costruzioni (40,57), l'industria del legno (40,14), trasporti e comunicazioni (38,75) e l'estrazione di minerali (38,26), e incrociando questi valori con il numero effettivo degli infortuni emerge che uno dei più importanti settori a rischio è quello delle costruzioni.
Nelle costruzioni il calo è del 19%
Dall'analisi dei dati dell'ultimo triennio emerge che a livello territoriale gli infortuni sono concentrati soprattutto nelle province di Verona (15.813 nel 2012), Vicenza (13.708), Treviso (13.299) e Padova (13.287). Nel 2012 più di un infortunio su tre (34,5%) è avvenuto nelle attività manifatturiere, seguite dal commercio (12,5%), dalle costruzioni (12,2%) e dal trasporto e magazzinaggio (8%). Tra i settori più rilevanti, le riduzioni maggiori rispetto al 2011 riguardano proprio le attività manifatturiere, con una flessione delle denunce di infortunio pari al 16% (da 19.381 a 16.209), un punto in più del dato nazionale, e le costruzioni con il 19% (da 7.065 a 5.721), due punti in meno rispetto all'Italia.
La riduzione più marcata per gli incidenti su strada
Prendendo in considerazione le modalità di evento, 64.688 denunce riguardano infortuni avvenuti in occasione di lavoro: 60.104 in ambiente di lavoro ordinario e 4.584 da circolazione stradale. Gli infortuni in itinere, avvenuti cioè nel percorso tra la casa e il posto di lavoro, sono stati invece 8.537, pari all'11,6% del totale. Rispetto al totale nazionale, in Veneto avvengono l'11,5% degli infortuni in generale, l'11,2% di quelli in itinere e il 10,7% di quelli da circolazione stradale. Il calo delle denunce nel 2012 è stato più marcato per gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro con mezzi di trasporto (-20,4% rispetto al 2011) e per quelli in itinere (-13,2%), e più contenuto per quelli che si sono verificati in ambiente di lavoro ordinario (-8,5%).
Un decesso su quattro nel settore manifatturiero
Sul totale di 79 infortuni mortali, 51 sono avvenuti in occasione di lavoro, di cui 34 in ambiente di lavoro ordinario (pari al 43% del totale) e 17 da circolazione stradale (22%), mentre dei 28 casi mortali in itinere (35%) solo uno si è verificato senza mezzo di trasporto. A livello territoriale la provincia in cui sono concentrati più casi mortali, sia in occasione di lavoro (14) che in itinere (8), è Verona. Prendendo invece in considerazione i settori di attività, quasi un infortunio mortale su quattro (23%) riguarda le attività manifatturiere, il 20% le costruzioni e il 15% l'agricoltura.
Tra i lavoratori stranieri il 13,7% in meno di denunce
Gli infortuni mortali di lavoratori stranieri avvenuti in Veneto, dove l'incidenza della popolazione straniera sul totale dei residenti è pari al 10%, nel 2012 sono stati 12, il 10% del totale dei decessi registrati in Italia nello stesso anno tra i lavoratori stranieri. Tra il 2008 e il 2012 gli infortuni che hanno coinvolto lavoratori stranieri nella regione sono diminuiti del 37,8%, passando da 24.390 a 15.171. Rispetto al 2011, invece, la riduzione è stata pari al 13,7%. Romania (2.844), Marocco (2.052) e Albania (1.247) sono i primi tre Paesi di nascita dei lavoratori infortunati.
Malattie professionali in lieve aumento
Rispetto al 2011, quando il Veneto, con un decremento complessivo di circa il 10% delle denunce di malattia professionale, risultava essere in controtendenza rispetto alla media nazionale, nel 2012 il fenomeno tecnopatico nella regione ha fatto registrare un lievissimo incremento, a fronte del calo rilevato a livello nazionale. Lo scorso anno, infatti, le malattie professionali denunciate all'Inail sono state 2.245, 17 in più rispetto al 2011. Questo dato, si legge nel rapporto regionale, appare connesso a un miglior inquadramento diagnostico da parte dei medici coinvolti nelle segnalazioni di patologie di sospetta natura tecnopatica, che in Veneto giungono in larga misura da enti di patrocinio, medici competenti aziendali e da istituzioni ed enti pubblici. Circa il 58% delle denunce riguardano affezioni dell'apparato muscolo scheletrico, il 22% ipoacusie da esposizione a rumore, il 9% patologie neoplastiche, il 7% disturbi dell'apparato respiratorio e il 4% malattie cutanee. [Articolo tratto dal sito www.inail.it]












