
La pandemia di COVID-19 ha rappresentato un punto di svolta per il mondo del lavoro, fungendo da catalizzatore per l’espansione massiva del lavoro da remoto e, di conseguenza, per l’emergere di forme ibride di organizzazione lavorativa. Il concetto di lavoro ibrido, che prevede una combinazione flessibile tra lavoro svolto in presenza e lavoro da remoto, si è rapidamente affermato come una nuova normalità per molti lavoratori europei, in particolare per quelli impiegati in occupazioni telelavorabili. L’adozione del lavoro ibrido ha portato con sé una molteplicità di implicazioni, sia positive che negative, per la salute e la sicurezza sul lavoro (occupational safety and health, OSH).
Il nostro Dott. Ing. Daniele Moresco ha redatto l’approfondimento “Ergonomia e Lavoro Ibrido” che si propone di analizzare in modo approfondito le implicazioni che questo metodo di lavoro comporta, sulla base del documento EU-OSHA “Hybrid Work: New Opportunities and Challenges for Occupational Safety and Health”, integrando fonti bibliografiche accademiche e normative di rilievo.
In particolare, l’approfondimento presterà attenzione a come il lavoro ibrido possa rappresentare un’opportunità strategica per le aziende che si trovano a gestire l’aumento dell’età lavorativa e, conseguentemente, l’incremento di problematiche legate al decadimento cognitivo e fisico dei lavoratori. Saranno esaminate le possibilità di mitigazione di disturbi muscolo-scheletrici e declino cognitivo attraverso un’organizzazione intelligente del lavoro, basata su principi di ergonomia fisica e cognitiva, prevenzione attiva e age management.












