
L’ergonomia fisica si occupa di studiare le interazioni tra gli individui e gli elementi fisici del loro ambiente di lavoro, al fine di ottimizzare il benessere umano e le prestazioni complessive del sistema. Essa analizza fattori quali postura, movimenti, ripetitività e forza; tra gli altri verifica anche l’interazione con DPI, vibrazioni e le condizioni ambientali che possono influenzare l’esecuzione stessa del lavoro.
I nostri Ing. Daniele Moresco, CS Manager Igiene Industriale, Tecnico in Ergonomia e Fattori Umani cert. SIE e Socio Ordinario EPM-IES, e Dott.sa Ludovica Pagnotta, Consulente Rischio Agenti Chimici e Fisici, hanno trattato di questo argomento nel loro ultimo Approfondimento Necsi, intitolato “Ergonomia e stress termico negli ambienti di lavoro”.
Tra gli obiettivi dell’Ergonomia Fisica c’è anche quello di esplorare la correlazione tra lo stress termico (sia esso invernale, moderato o estivo) e l’insorgenza o aggravamento di disturbi muscolo-scheletrici in ambito lavorativo, con un’attenzione particolare agli ambienti classificati come “freddi severi” e “caldi severi” secondo i metodi di valutazione normati. La finalità è quella di offrire una visione completa e integrata che possa supportare datori di lavoro, RSPP, medici competenti e progettisti di ambienti di lavoro nella gestione efficace dei rischi ergonomici in relazione al microclima, in conformità con le più aggiornate evidenze normative e scientifiche.
Nel documento si tratteranno i seguenti punti:
- Introduzione generale
- Il sistema muscolo-scheletrico e il rischio ergonomico
- Classificazione microclimatica degli ambienti lavorativi
- Ergonomia fisica e stress termico: impatti su inforni e patologie muscolo-scheletriche
- Misure di prevenzione e gestione dello stress termico nei luoghi di lavoro
- L’importanza della normativa e dei metodi di calcoli per la gestione dello stress termico
- Conclusioni












