
La Giornata Mondiale della Salute Mentale, celebrata il 10 ottobre e promossa anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), invita a riflettere sull’importanza del benessere psicologico in un mondo in continuo cambiamento, segnato da crisi globali e nuove sfide tecnologiche.
Le malattie mentali sono in costante aumento, ma l’accesso a cure e supporto adeguati resta, in molti casi, un privilegio. Nei luoghi di lavoro, in particolare, la salute mentale riveste un ruolo cruciale: stress, ansia e burnout compromettono produttività e qualità della vita. Promuovere ambienti sani, empatici e inclusivi significa investire nel benessere delle persone e nella sostenibilità delle organizzazioni.
Inail ha recentemente pubblicato un factsheet intitolato “Malattie psichiche sul lavoro”, che “fornisce una panoramica dei dati disponibili sulle malattie psichiche sul lavoro partendo dagli archivi Inail delle denunce e indennizzi e utilizzando le informazioni fornite dai sistemi di sorveglianza Malprof e Marel incentrati sulle storie lavorative”.
Le malattie psichiche legate al lavoro sono in aumento e rappresentano una sfida crescente per la salute pubblica. Tra il 2019 e il 2023, l’Inail ha ricevuto oltre 2.000 denunce, ma solo il 7,3% è stato riconosciuto. Le patologie più frequenti sono disturbi dell’adattamento, il disturbo acuto da stress e il disturbo post-traumatico da stress. Emergono anche le molestie e violenze, come mobbing e bossing, che possono causare patologie psichiatriche gravi.
I settori più colpiti risultano sanità, commercio al dettaglio e pubblica amministrazione.
Il documento conclude sottolineano la necessità di interventi organizzativi mirati, formazione su stress e benessere mentale, e programmi di supporto e reinserimento lavorativo.
La salute mentale nei luoghi di lavoro deve diventare una priorità assoluta della prevenzione moderna.












