
Con il caldo che inizia a farsi sentire già nelle prime settimane estive, il rischio legato alle alte temperature torna a essere un tema concreto per molte attività lavorative. Le Regioni stanno progressivamente adottando indicazioni e provvedimenti per gestire questo tipo di rischio, soprattutto nei contesti in cui si lavora all’aperto o in ambienti esposti. A titolo di esempio, riportiamo le indicazioni della Regione Veneto e l’ordinanza della Regione Lombardia.
Per quanto riguarda il Veneto, è stata pubblicata nel BURV la DGR n. 376 del 19 maggio 2026, con cui è stato approvato un Protocollo d’Intesa dedicato alla gestione del rischio da calore e da radiazione solare negli ambienti di lavoro, con l’obiettivo di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Il documento richiama esplicitamente l’adozione di specifiche linee di indirizzo e ribadisce la necessità che questo rischio venga considerato all’interno della valutazione dei rischi aziendali, in particolare per le attività svolte all’aperto, in serra o in ambienti non adeguatamente ventilati.
In questo contesto, viene sottolineata l’importanza di prestare attenzione, nella redazione o aggiornamento del DVR, alla valutazione dello stress da calore e dell’esposizione alla radiazione solare, individuando misure di prevenzione e protezione coerenti con le specifiche lavorazioni. Tra queste rientrano l’organizzazione dei turni in funzione delle condizioni climatiche, la previsione di pause in zone ombreggiate o adeguate, la disponibilità di acqua potabile, l’utilizzo di abbigliamento e dispositivi di protezione idonei e l’informazione ai lavoratori, insieme alla definizione di procedure di emergenza e primo soccorso per le patologie da calore. Coerentemente con queste indicazioni, viene anche richiamata l’importanza del coordinamento con il medico competente, per valutare eventuali condizioni di maggiore vulnerabilità e aggiornare le misure di sorveglianza sanitaria e le indicazioni operative.
Nel caso della Lombardia, il riferimento è l’ordinanza n. 484 del 9 giugno 2026, emanata per la tutela dell’igiene e della sanità pubblica nelle attività lavorative esposte al sole. Il provvedimento è in vigore dal 10 giugno al 23 settembre 2026 e stabilisce che, nei giorni in cui il sistema Worklimate segnala un livello di rischio “alto” per lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa, le attività vengano sospese nella fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 16:00.
L’ordinanza si applica alle attività che comportano esposizione prolungata al sole, come quelle svolte nei settori agricolo, florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto e nelle cave.
All’interno di questo quadro vengono richieste alle aziende una serie di azioni operative, tra cui la verifica quotidiana del livello di rischio tramite gli strumenti dedicati, la riorganizzazione delle attività nelle ore meno critiche, l’adozione di misure preventive come pause, acqua e zone d’ombra, l’aggiornamento della documentazione di sicurezza e l’informazione ai lavoratori sui comportamenti da adottare. Il mancato rispetto di queste disposizioni comporta sanzioni.












