09 set 2021

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INAIL | Bettoni si congratula con gli atleti paralimpici di Tokyo 2020




Si sono da poco concluse le Paralimpiadi e l’Italia può essere estremamente orgogliosa del record conquistato grazie alle 69 medaglie totali in 11 diverse discipline.

L’eccezionale risultato raggiunto dai ragazzi e ragazze che hanno fatto parte della spedizione paralimpica italiana è frutto anche dell’importante lavoro di INAIL e del Centro protesi di Vigorso di Budrio, che nel campo della riabilitazione, dell’assistenza e della ricerca prostetica si piazza tra le grandi eccellenze internazionali.

Il Presidente dell’Inail Franco Bettoni, intervenendo in un programma televisivo Rai ha dichiarato che

“il Centro Protesi, che quest’anno compie sessant’anni si è messa subito a disposizione per aiutare gli infortunati sul lavoro, invalidi civili e persone con disabilità provenienti anche dall’estero a riprendersi la propria vita e a reinserirsi nella società.”

Tra gli atleti che hanno gareggiato con protesi realizzazte dal Centro troviamo Ambra Sabatini, Martina Caironi e Monica Contraffatto le regine indiscusse della velocità sui 100 metri piani che a Tokyo hanno conquistato tutte le tre posizioni del podio.

Si legge sul sito dell’Istituto:

“L’Inail ha sempre visto nello sport uno straordinario strumento di riabilitazione e ripresa psicofisica delle persone con disabilità da lavoro, riconoscendo nell’attività motoria una preziosa ed efficace occasione di integrazione e reinserimento sociale degli infortunati. Il primo giugno 1957, per volontà dell’Inail, nasce il Centro per paraplegici di Villa Marina ad Ostia, Antonio Maglio, primario e vicedirettore della struttura fa proprio l’insegnamento del neurochirurgo tedesco Ludwig Guttmann ossia curare i pazienti nel fisico e nello spirito attraverso lo sport. Maglio porta in Italia i giochi internazionali per persone con disabilità di Stoke Mandeville ideati da Guttmann in Inghilterra, prendono così il via, dal 18 al 25 settembre 1960, in contemporanea con le Olimpiadi di Roma, le prime Paralimpiadi. Da allora l’impegno dell’Inail è stato sempre quello di affiancare le persone con disabilità da lavoro nel trovare, attraverso lo sport, la determinazione e la tenacia per rimettersi in gioco e ricominciare.”

 

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