10 mag 2010

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Idoneita alla mansione: obblighi e provvedimenti del datore di lavoro




I tipi di giudizi che il medico competente può esprimere e i provvedimenti che devono esser presi in caso di inidoneità alla mansione specifica.

Secondo il decreto legislativo n. 81/2008, il medico competente, sulla base delle risultanze delle visite mediche, può esprimere:

  1. idoneità;
  2. idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;
  3. inidoneità temporanea;
  4. inidoneità permanente.

Rispetto al passato, oggi l'idoneità è strettamente correlata "alla mansione specifica" e non, più in generale, al posto di lavoro e ciò presuppone da parte del medico competente una conoscenza dell'ambiente di lavoro.

I giudizi devono essere messi per iscritto, consegnati in copia al datore di lavoro e allegati alla cartella sanitaria e di rischio (art. 25, comma 1, lett. c) secondo i requisiti minimi di cui all'Allegato 3A. In caso di inidoneità temporanea, il medico deve indicare i limiti temporali di validità.

È possibile fare ricorso ai giudizi espressi, compreso quello formulato in fase preassuntiva, entro trenta giorni dalla data di comunicazione del giudizio medesimo (art. 41, comma 9). Il ricorso va presentato all'organo di vigilanza territorialmente competente.

Riportiamo alcune osservazioni derivate dalla giurisprudenza in materia.

Informare per iscritto

Sempre in merito all'accertamento dell'inidoneità fisica del lavoratore la Suprema Corte ha affermato l'obbligo del medico competente di "informare per iscritto il datore di lavoro ed il lavoratore qualora esprima un giudizio sulla inidoneità parziale o temporanea o totale del lavoratore, esclusivamente quando questo giudizio sia formalmente espresso a seguito degli accertamenti sanitari preventivi e periodici di cui all'art. 16, comma 2, e non gli impone affatto (ed anzi semmai gli vieta) di comunicare al datore di lavoro anche le diagnosi ed i rilievi effettuati nelle ben differenti e distinte visite mediche effettuate a richiesta del lavoratore quando tale richiesta sia correlata ai rischi professionali" (Cassazione penale, sez. I, 1 agosto 2001, n. 33751, in Dir. e prat. del lavoro 2002, 503).

Licenziamento dopo accertamento di inidoneità fisica

La giurisprudenza ha affermato che "l'accertamento della inidoneità fisica del lavoratore da parte del medico competente ai sensi dell'art. 17 d.lgs. 19 settembre 1994 n. 626 non deve essere impugnato, a pena della sua incontestabilità, dinanzi all'organo di sorveglianza. Pertanto, il lavoratore, licenziato dal datore di lavoro a seguito dell'accertamento di inidoneità da parte del medico, può in ogni caso impugnare il licenziamento contestando l'accertamento ed al giudice del lavoro è rimesso il sindacato sulla correttezza del giudizio espresso, anche disponendo consulenza tecnica d'ufficio (nella specie il tribunale ha anche affermato che non è conforme a buona fede e correttezza il comportamento del datore di lavoro che ha licenziato il lavoratore immediatamente dopo l'accertamento di inidoneità senza attendere che trascorresse il termine per impugnare il giudizio dinanzi all'organo di vigilanza)" (Corte appello Bari, 15 luglio 2003, in Gius. 2004, 268).

Provvedimenti in caso di inidoneità alla mansione specifica

L'articolo 42 del D.Lgs. n. 81/2008, come modificato dal D.Lgs. n. 106/2009, prevede che ""1. Il datore di lavoro, anche in considerazione di quanto disposto dalla legge 12 marzo 1999, n. 68, in relazione ai giudizi di cui all'articolo 41, comma 6, attua le misure indicate dal medico competente e qualora le stesse prevedano un'inidoneità alla mansione specifica adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni equivalenti o, in difetto, a mansioni inferiori garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza."

Il decreto 81/2008 all'art. 42 prevede espressamente che il datore di lavoro, qualora le indicazioni del medico competente prevedano un'inidoneità alla mansione specifica, adibisca il lavoratore, ove possibile, ad altra mansione equivalente, superiore o inferiore compatibile con il suo stato di salute, con diritto alla conservazione della retribuzione corrispondente alle mansioni precedenti.

L'art. 2013 c.c., infatti, può non essere applicato solo in presenza di un'esplicita deroga in tal senso, come espressamente previsto, infatti, per l'ipotesi di adibizione a mansioni inferiori. Quest'ultima, invece, costituisce una novità importante del d.lgs. n. 81/2008 in quanto il d. lgs. 626/1994, non prevedendo espressamente la possibilità di deroga al divieto di demansionamento ex art. 2103 c.c., poneva il problema della possibilità di adibire il lavoratore divenuto inidoneo a mansioni inferiori.

La giurisprudenza aveva già risolto la questione osservando giustamente che - costituendo l'inidoneità sopravvenuta allo svolgimento delle mansioni giustificato motivo oggettivo di licenziamento (Cass. 18 marzo 1995, n. 3174) - non ci sono ragioni per ritenere nullo l'eventuale accordo tra datore di lavoro e lavoratore rivolto ad evitare il licenziamento attraverso l'adibizione di quest'ultimo a mansioni diverse, sia pure inferiori (Cass. 4 maggio 1987, n. 4142). La giurisprudenza ha inoltre riconosciuto, con un orientamento consolidato, il diritto del lavoratore divenuto inidoneo per patologia lavoro-correlata di pretendere dal datore di lavoro una collocazione lavorativa idonea a salvaguardare la sua salute nel rispetto dell'organizzazione aziendale (Cass. SU, 7 agosto 1998, n. 7755; Cass. 13 dicembre 2000, n. 15688; Cass. 2 agosto 2001, n. 10754). Sul punto è poi intervenuta anche la legge 68/1999 che, sebbene solo per il caso di inidoneità intervenuta per infortunio sul lavoro o malattia professionale, ha previsto, all'art. 4, comma 1, che l'infortunio o la malattia non costituiscono giustificato motivo di licenziamento quando i lavoratori possano essere addetti a mansioni equivalenti ovvero, in mancanza di queste, anche inferiori a quelle da ultimo svolte. Da qui si è ritenuto che il corrispondente obbligo del datore di lavoro di ricercare nella propria azienda una collocazione adeguata al lavoratore divenuto inidoneo e solo ove tale ricerca si stata correttamente svolta senza esito, sia possibile ricorrere all'extrema ratio del licenziamento del lavoratore.

Qualora il lavoratore venga adibito a mansioni equivalenti o superiori si deve senz'altro ritenere operante, nonostante l'intervento operato dal decreto 106/2009, l'art. 2103 c.c. e quindi la definitività della promozione dopo tre mesi di svolgimento di mansioni superiori, salvo sostituzione di lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto e salva la disciplina speciale per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni (ex art. 52 D. lgs. 165/2001).

L'eventuale impossibilità, sul piano organizzativo, di assegnare il lavoratore a mansioni compatibili con le specifiche infermità e limitazioni fisiche da cui il medesimo sia affetto non giustifica l'assegnazione a mansioni non compatibili (Corte di cassazione, sez. lav., 26 maggio 2005 n. 11092). Salva rimanendo la possibilità del datore di lavoro di licenziare il lavoratore per giustificato motivo oggettivo, in caso di comprovata impossibilità di assegnazione dello stesso a mansioni compatibili (anche impiegandolo, con il suo consenso, in mansioni inferiori e non equivalenti, al fine di evitargli il licenziamento, in deroga quindi al divieto di assegnazione a mansioni di livello inferiore: cfr. Cass. sez. un., 7 agosto 1998 n, 7755). Con la precisazione che le assenze per malattia, che siano valutabili come conseguenza dell'illegittima assegnazione del lavoratore a mansioni non compatibili con il suo stato di salute, non possano rilevare ai fini del superamento del periodo di comporto. (Corte di cassazione, sez. lav., 26 maggio 2005 n. 11092)

Sono presenti 36 commenti alla notizia

Giuseppe
05 ott 2014 alle 14:40

Se io risulto parzialmente inidoneo permanente cio significa per sembra é possibile che mi ridiano quella mansione dopo 7anni grazie mille?

GIANNI
18 mag 2015 alle 16:29

LAVORO IN ENTE PUBBLICO,DOPO CHE MI HANNO CAMBIATO MANSIONE HO RISCONTRATO UNA MALATTIA PSICOFISICA. HO DIRITTO AD ESSERE CAMBIATO MANSIONE HO RISCHIO IL POSTO DI LAVORO. GRAZIE,FATEMI SAPERE

michele
20 gen 2016 alle 17:09

salve, sono risultato non idoneo temporaneo, è giusto che la mia azienda mi mette in ferie forzate? Sostenendo che mi avrebbe collocato non appena trovava un posto compatibile alla mia patologia.. premetto che non avevo nessun giorno di ferie a disposizione

massimo
21 giu 2016 alle 22:31

Salve Sono un operaio metalmeccanico da quasi 20 ann e ho 41 anni avvertivo da tempo dolore alla lombare fatto risonanza mi hanno diagnosticato la spondiloartrosi con protrusione discale d14-L1 e rigongiamento discale L3L4L5 volevo sapere se rientra come malattia professionale,grazie.

Utente Necsi Ilaria Brunelli @massimo
29 giu 2016 alle 11:25

Buongiorno Massimo, è il medico competente della sua azienda che può accertare il collegamento tra una patologia e la sua correlazione con la mansione che svolge. Chieda in azienda quando è prevista la prossima visita periodica. Alla visita, porti con se la documentazione medica già in suo possesso.

Michela
05 apr 2017 alle 12:07

Buongiorno, io lavoravo da un privato, reparto ortofrutta, dal 2012 a dicembre 2016 ho avuto un crollo vertebrale con conseguente intervento di protesi, non ci ha mai fatto fare una visita medica per l'idoneità! A Dicembre 2016 mi sono licenziata in quanto non riuscivo più a sopportare il dolore... Le visite mediche le ho richieste privatamente e mi ė stato detto che solo il datore di lavoro le può richiedere...

angela
09 apr 2017 alle 15:59

Mio marito dipendente di un ente pubblico (Comune) è stato dichiarato non idoneo permanentemente al servizio nel profilo professionale, ma idoneo ad attività interne tipo manuale semplice. L'ente ha risposto che intende collocarlo ad una mansione inferiore di livello pur garantendo il trattamento alle mansioni di provenienza art. 42 del D.lgs. 81/2008 modificato dal D.Lgs. 106/2009. Può avvalersi della art. 2 comma 12 L 335/95 cioè rifiutare la mansione inferiore ottenere la dispensa da lavoro ed andare in pensione???? Grazie

Utente Necsi Marco Ronchi @Michela
12 apr 2017 alle 10:06

Buongiorno Michela, la nomina del medico competente e l’attivazione della sorveglianza sanitaria sono adempimenti previsti dal D.Lgs. 81/08 a carico del Datore di Lavoro dell’azienda in relazione agli esiti della valutazione di rischi. Non conoscendo l’azienda non ci è possibile darle una risposta dettagliata sulla necessità o meno di attivare questo obbligo.

Utente Necsi Moira Stragliotto @angela
12 apr 2017 alle 10:18

Buongiorno Angela, l’art. 42 del D.Lgs. 81/08 tratta il tema dei provvedimenti in caso di inidoneità alla mansione specifica individuando in capo al datore di lavoro l’obbligo di attuare le misure indicate dal medico competente e qualora le stesse prevedano un’inidoneità alla mansione specifica di adibire il lavoratore, ove possibile, a mansioni equivalenti o, in difetto, a mansioni inferiori garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza. Per rispondere alla sua richiesta in merito alla possibile dispensa dal lavoro le consigliamo di chiedere ad un consulente del lavoro.

Efisio
27 set 2017 alle 09:42

Buongiorno Un operaio infartuato, con limitazioni lavorative, può fare il lavoro prescritto, osservando le limitazioni, ma operando in regime di produttività? Nel caso in cui accusi un malore durante il lavoro, il semplice fatto che lo svolgeva in produttività può essere oggetto di contestazione? Grazie

Utente Necsi Moira Stragliotto @Efisio
29 set 2017 alle 09:41

Buongiorno Efisio, l’obbligo del datore di lavoro in questo caso è di garantire il rispetto delle limitazioni impartite dal Medico Competente. Consigliamo di fare in modo, eventualmente con un incontro specifico, che tali limitazioni siano chiare sia al lavoratore che ai preposti del reparto e che si vigili in modo rigoroso sul fatto che le stesse vengano rispettate.

Efisio
01 ott 2017 alle 22:19

salve, scusatemi se rifaccio la domanda. Premetto che: il premio di produttività si ottiene in busta paga solo se si raggiungono determinati obiettivi; si accelera il ritmo lavorativo per produrre di più. Il lavoratore si offre volontario, non è obbligato. Ora il medico aziendale stabilisce solo i pesi massimi che può sollevare un operaio con limitazioni, ma non quante volte in un giorno. Non valuta assolutamente il ritmo lavorativo che potrebbe aggravare le condizioni fisiche del dipendente. Un conto è sollevare 10 kg. per 200 volte al giorno e un'altro e farlo per 400 con la produttività. C'è qualcosa che non và in questo caso? Grazie

Utente Necsi Moira Stragliotto @Efisio
02 ott 2017 alle 18:46

Come detto quello che conta è approfondire bene con il medico competente la situazione in modo da essere sicuri che nel giudizio di idoneità abbia tenuto conto di tutti gli aspetti. Sicuramente i ritmi di lavoro possono incidere e quindi è bene essere sicuri che il medico competente sia al corrente della questione. Una volta che questo aspetto è chiarito, il datore di lavoro dovrà attuare le limitazioni eventualmente impartite dal medico nel giudizio di idoneità. Se per esempio non ci fossero limitazioni sui ritmi di lavoro, allora il datore di lavoro non dovrà/potrà intervenire su questo aspetto. In questi casi si ritiene, in ogni caso, che valga la pena fare in modo che il lavoratore in questione si senta libero di rallentare il ritmo ove si sentisse affaticato, vista la situazione pregressa è comunque meglio garantire la possibilità di un riposo suppletivo al bisogno. Meglio se questi aspetti sono formalizzati in una riunione di condivisione tra tutti gli interessati come già detto nella precedente risposta.

Elio
07 dic 2017 alle 09:26

Salve Moira io faccio parte delle.forze di polizia il medico del lavoro mi ha fatto idoneo con limitazioni permanente e riporta non esporre al fumo passivo, posso andare incontro a qualcosa ? Tale decisione è arrivata a seguito.un intervento turbinati inferiore e setto nasale e quando respiro il fumo passivo non respiro come dovrei. grazie

Yrma
13 dic 2017 alle 10:29

Buon giorno, sono una operatrice socio sanitario e vorrei sapere se transaminasi alti negli esame del sangue possono influenzare nelle mia prossima assunzione in ospedale devo dire anche che questo risultato è dovuto al fegato grasso, non bevo alcolici, mi è comparito questi esiti dopo la gravidanza grazie mille anticipata x la vostra aiuta.

raffaele
23 dic 2017 alle 21:13

salve io ho due malattie preffessionali mi sono ammalato in azienda volevo sapere la responsabilità di chi sarebbe'? nonostante io informavo portando documentazzione

simo13
04 gen 2018 alle 15:34

buongiorno,io ho l'idoneità alla mansione ma con limitazioni all'orario di lavoro(in pratica non possono adibirmi al turno notturno), e mi cambiarono mansione,mettendomi in una postazione dove non è previsto il lavoro notturno,qualche anno dopo mi spostarono in un altro reparto sempre dove non è previsto il turno notturno. ora nel reparto dove sono ,ed in generale in quasi tutta l'azienda,inizieranno a fare i turni notturni. Vi chiedo se una semplice limitazione all'orario di lavoro possa espormi al licenziamento. Premetto che è prassi dell'azienda cambiare spesso reparto e turni ai dipendenti,può la semplice giustificazione dell'organizzazione dell'orario di lavoro essere motivo di una risoluzione del contratto di lavoro per giustificato motivo oggettivo?! Perchè in tal caso qualsiasi limitazione può essere causa di un licenziamento per inidoneità rendendo di fatto tale tipo di dicitura inutile.

Raffaele
20 gen 2018 alle 19:23

sono invalido67/100 e possiedo la legge104 non con gravita ma con comma3 l'azienda dove lavoro mi vuole collegare a turni 6/14 e 14/22 sono anche pendolare devo precorrere 200km al giorno andata egli stessi al ritorno posso chiedere l'esenzione dai turni.Grazie

maurizio
29 gen 2018 alle 15:59

Buongiorno, dopo visita fiscale da parte del MEF, il responso medico è:
"NON IDONEO permanentemente alle mansioni del profilo di appartenenza (OSS) in modo relativo: controindicate attività/mansioni comportanti posture incongrue e/o obbligate protratte,eccessivo sovraccarico funzionale spalla sx, MMC di carichi eccessivi (eventuali ulteriori limitazioni/prescrizioni a cura del medico competente)", a questo punto la mia amministrazione non sa se posso essere utilizzato ancora come OSS, oppure possono cambiarmi profilo professionale e utilizzarmi in altro ambiente (es. amministrativo) Grazie saluti

Utente Necsi Moira Stragliotto @Elio
15 feb 2018 alle 11:20

Il D.Lgs. 81/08 prevede che il lavoratore sia sottoposto alla sorveglianza sanitaria a cura del medico competente. Il medico rilascia un giudizio di idoneità che tiene conto della situazione sanitaria del lavoratore e del lavoro che svolge nella sua mansione.

Nel caso di una idoneità con limitazioni il datore di lavoro dovrà organizzare le attività in modo tale da rispettare le limitazioni assegnate eventualmente intervenendo sugli aspetti organizzativi dell’attività (ad esempio in questo caso potrebbe essere vietando il fumo nei locali ove è previsto lei acceda).

Utente Necsi Moira Stragliotto @Yrma
15 feb 2018 alle 11:56

Buongiorno, le consigliamo di porre questo quesito al suo medico di famiglia o, nel caso, al medico competente dell’azienda per la quale opera.

Utente Necsi Moira Stragliotto @raffaele
15 feb 2018 alle 11:36

L’azienda ha il dovere, ove la valutazione dei rischi evidenzi la presenza di rischi per la salute dei lavoratori, di nominare un medico competente che sottopone a sorveglianza sanitaria i lavoratori e ne valuta l’idoneità alla mansione.
Nel caso si configuri il sospetto di una malattia professionale l’INAIL istruisce una pratica e ne verifica l’effettiva sussistenza e, ove si confermi, sarà eventualmente compito dell’organo di controllo e/o della magistratura valutare se vi siano delle responsabilità ed eventualmente a chi attribuirle.

Utente Necsi Moira Stragliotto @simo13
15 feb 2018 alle 11:21

Nel caso il medico individui una non idoneità alla mansione, temporanea o permanente che sia, o una limitazione il riferimento normativo da seguire può essere quanto indicato nel D.Lgs. 81/08 all'art. 42.

Articolo 42 - Provvedimenti in caso di inidoneità alla mansione specifica

1. Il datore di lavoro, anche in considerazione di quanto disposto dalla legge 12 marzo 1999, n. 68, in relazione ai giudizi di cui all'articolo 41, comma 6, attua le misure indicate dal medico competente e qualora le stesse prevedano un’inidoneità alla mansione specifica adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni equivalenti o, in difetto, a mansioni inferiori garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza.

Di fatto quindi il datore di lavoro, con il contributo del RSPP e del Medico Competente, dovrà valutare quale possa essere una mansione compatibile con le problematiche del lavoratore.
Nel caso estremo in cui questa opzione non sia realizzabile si potrebbe in effetti configurare l’ipotesi della risoluzione del contratto per giustificato motivo, ove non vi asia in assoluto una alternativa possibile.

Utente Necsi Moira Stragliotto @Raffaele
15 feb 2018 alle 11:01

Il D.Lgs. 81/08 prevede che il lavoratore sia sottoposto alla sorveglianza sanitaria a causa del medico competente. Il medico rilascerà un giudizio di idoneità che terrà conto della situazione sanitaria del lavoratore e che valuterà l’idoneità o meno alla mansione assegnata, nel caso specifico quindi sarà il medico a valutare se sia idonei alla mansione che preveda i turni

Utente Necsi Moira Stragliotto @maurizio
15 feb 2018 alle 11:41

Nel caso il medico individui una non idoneità alla mansione, temporanea o permanente che sia, è necessario seguire quanto indicato nel D.Lgs. 81/08 all'art. 42.

Articolo 42 - Provvedimenti in caso di inidoneità alla mansione specifica

1. Il datore di lavoro, anche in considerazione di quanto disposto dalla legge 12 marzo 1999, n. 68, in relazione ai giudizi di cui all’articolo 41, comma 6, attua le misure indicate dal medico competente e qualora le stesse prevedano un’inidoneità alla mansione specifica adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni equivalenti o, in difetto, a mansioni inferiori garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza.
Di fatto quindi il datore di lavoro, con il contributo del RSPP e del Medico Competente, dovrà valutare quale possa essere una mansione alternativa, compatibile con le problematiche del lavoratore.

Michele
17 feb 2018 alle 02:15

Sononun operaio addetto alla vigilanza e portierato .
Assunto categoria protetta 68/99 con disabilità.
Il medici competente con la nuova cartella sanitaria mi aveva rilasciato idoneo alla mansione con limitazione permanente di evitare le notti e di lavorare nei luoghi dove ci sta il primo soccorso.
Il datore di lavoro mi ha spostato presso gli uffici amministrativi al controllo accesso e vigilanza uffici.
Il nuovo medico competente alla visita periodica mi ha ha fatto idoneo specificando mansiono da impiegato addetto vigilanza uffici con dei riscchi di microclima, postura , e vdt.
Domanda ma mi a cambiato mansione da operaio a impiegato ?

Errico
20 feb 2018 alle 11:29

Sono stato operato di ernia discale ho avuto una recidiva ora sono stato operato al menisco per la seconda volta allo stesso ginocchio posso chiedere la malattia professionale essendo un operaio metalmeccanico da 22 anni..

Fabio
04 mar 2018 alle 13:48

Salve, in seguito ad un infortunio in itinere mi sono assentato per 70 giorni, al mio rientro il mio posto è stato assegnato ad un'altra persona (categoria protetta), il datore ne ha il diritto? Posso intraprendere iniziative legali?

laura @Moira Stragliotto
31 mag 2018 alle 21:07

Vale anche per un tirocinio?

laura @Moira Stragliotto
31 mag 2018 alle 21:44

Sono stata dichiarata idonea in fase di visita preventiva, con relativa documentazione. Mi sono recata nello studio medico per portare degli esami che mi erano stati richiesti e un altro medico ha valutato la mia situazione come inidonea, dicendomi che in realtà non ho la patologia che mi hanno diagnosticato più medici ma potrei avere una malattia rara o un problema neurologico, tutto questo su sue supposizioni. Dopodichè mi ha dichiarata inidonea, senza documentazione scritta, me lo hanno riferito le risorse umane che mi hanno lasciata a casa x 3 giorni...domani saprò se posso rimanere in altra mansione o se mi lasciano a casa...Vorrei il suo parere sulla legittimità delle azioni del secondo medico

Stefano
27 lug 2018 alle 16:57

Slave... volevo un'informazione... io ho lavorato per 10 anni in un'azienda di nettezza urbana sempre a tempo determinato... l'anno scorso hanno bandito un concorso che ho vinto... ora sono 2 mesi che ho delle ernie alla schiena... e non vorrei che possa compromettere l'assunzione a tempo indeterminato a settembre? Sapete dirmi se l'ernia può essere un requisito per inidoneità? Grazie sono molto preoccupato...

filippo
26 ago 2018 alle 11:53

buon giorno mi chiamo filippo o bisogno del vostro aiuto o fatto degli analisi del sangue e purtroppo o avuto un problema di salute e nel mio reparto che o a contatti con sostanze chimiche non posso stare piu vorrei sapere la mia idonieta alla mansione chi me la deve dare lazienda in cui lavoro o o la sorveglianza sanitaria? mi dite come mi devo comportare e cosa dovrei fare non vorrei che lazienda non mi combina qualche tranello mi fate sapere grazie in famiglia lavoro solo io e non voglio perdere il mio posto di lavoro aspetto vostre notizie grazie

Raffaela
20 ott 2018 alle 11:15

Salve,ho dovuto sottopormi ad un intervento alla colonna vertebrale e ora ho un blocco che va da T3 ad L4,dopo la visita dal medico dell’azienda mi ha ritenuta idonea con limitazioni suggerendo Lavoro molto leggero,lavoro per la grande distribuzione,sono formata per il box informazione e prestito sociale,ma da quando sono rientrata inizialmente part time e da poco full time mi mettono a lavorare in cassa e sulla postazione di spesa e via che richiede sforzi fisici e continue flessioni del tronco.Come posso fare per far valere il mio certificato è da premettere che ho in invalidità del 47% senza intervento.Grazie

Sabino
24 dic 2018 alle 12:32

Salve sono un dipendente di un ente locale che ha chiesto visita medica straordinaria dai primi di dicembre c.a. in seguito a certificazione medica ad aggravamento dello stato di salute riveniente dal tipo di lavoro (stress annesso ad altre problematiche personali sanitarie).
Mi è stato detto che la convenzione con il Medico del Lavoro è scaduta da ottobre e devo attendere.
Cosa posso fare? Posso bypassare il MdL e rivolgermi direttamente alla ASL o INAIL? Quale procedura devo seguire? Grazie

Pietro
22 feb 2019 alle 18:13

Se ci sono più postazioni di lavoro con lo stesso rischio (MMC o Sovraccarico arti superiori) per le quali é prevista la sorveglianza sanitaria, in caso di spostamento da una all'altra occorre richiedere una nuova l'idoneità oppure è valida quella già espressa in considerazione che trattasi di postazioni di lavoro caratterizzato dallo stesso rischio?

Neliane
23 feb 2019 alle 14:22

buongiorno, a luglio del 2018 il medico del lavoro ha emesso un giudizio di idoneità alla mansione specifica con limitazioni alla guida della mia auto mentre lavoro. D'allora sono a casa senza lavorare. ho un contratto a tempo indeterminato con una cooperativa sociale da luglio 2010 e da gennaio 2013 lavoro come assistente sociale per un piano di zona, dove la cooperativa gestisce i servizi sociali . questa limitazioni alla guida è subentrata a seguito della diagnosi di sidrome bipolare, diagnosticata durante un ricuvero in psichiatria nel maggio 2018. premesso che io tuttora guido la mia automobile quasi tutti giorni, facendo dei traggeti di di circa 50 km senza nessun problema. ieri sono andata dal psichiatra che mi segue al CPS, che mi ha rilasciato un certificato attestando che posso guidare anche mentre lavoro. di fronte a questo attestato il medico del lavoro può ancora prescrivere la limitazione alla guida mentre lavoro ???

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