13 gen 2022

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SENTENZE | 425-2022 La posizione di garanzia derivante da un contratto di appalto




Nel momento in cui un’azienda organizza a propri mezzi il compito di compiere un’opera o un servizio a favore di un’altra azienda, si configura il cosiddetto contratto di appalto. In questo caso è interessante capire come i garanti della sicurezza delle due aziende debbano comportarsi per assicurare ai lavoratori un luogo di lavoro sicuro vista la compresenza di due imprese.

Nella sentenza che andiamo a vedere oggi al Presidente del consiglio di amministrazione di una società, con funzioni di preposto in materia di prevenzione di infortuni, è stato ascritto un comportamento colposo per negligenza, imprudenza e imperizia, oltre che l’inosservanza delle norme riportate nel D.lgs. 81/08 per non aver elaborato le corrette procedure operative all’interno del DVR per le operazioni di movimentazione di carichi in fase di carico e scarico da cassoni di camion presso un macello.

Durante le operazioni di carico di materiale svolte in uno spazio di soli 50 cm, infatti, un lavoratore che cercando di agganciare del materiale alle guidovie si avvicinava con i piedi ai bordi del camion sporgendosi e infilando il piede destro nello spazio esistente tra il cassone sopraelevato per più di un metro e mezzo e la paratia che doveva impedire ai fiumi di scarico di entrare nel macello la quale non si trovava allineata al piano dell’autocarro; seguitamente a questa operazione il lavoratore scivolava cadendo al suolo procurandosi una frattura scomposta della tibia tramutatasi in una invalidità permanente del 14% con conseguenti periodi di inabilità totale e parziale.

Secondo i precedenti giudizi le condizioni di lavoro erano ben note al datore di lavoro e nel DVR elaborato erano state previste misure del tutto insufficienti e generiche riguardo il rischio di caduta.

Il ricorso

Avversamente a tale sentenza, l’imputato ricorre adducendo in primo luogo che l’infortunato fosse sì dipendente della società dell’imputato, ma era di fatto un somministrato della società che gestiva il macello per la quale la società del ricorrente prestava servizio con contratto di appalto.

Le operazioni del lavoratore infortunato avvenivano sotto il costante controllo del personale del macello che esercitava il potere direttivo e disciplinare e il contratto di somministrazione prevedeva quindi che tutti gli obblighi di prevenzione gravassero sull’utilizzatore tanto che l’indisponibilità sul luogo di lavoro dell’imputato incideva anche sull’efficacia degli obblighi ad esso correlati, disponibilità giuridica che, in quanto mancante, viene presentata come secondo motivo di doglianza.

Altro motivo di ricorso riguarda le modalità di carico in quanto, secondo il ricorrente, avvenivano in maniera diversa da quanto previsto dall’imputato in condizioni di sicurezza, vale a dire con il camion posizionato in retromarcia aderente in modo perfetto alle porte di apertura del reparto spedizioni del macello. Le modalità di carico diverse, autorizzate dal macello, hanno interrotto il nesso di causa con il riferimento alle supposte omissioni da parte del ricorrente; da qui non sussisterebbe nessun comportamento lecito alternativo prevedibile ed esigibile idoneo ad evitare l’infortunio.

La sentenza della corte

Data la complessità dell’argomento la Corte ha scelto di dare una trattazione prima di emanare la sentenza.

Il sistema di sicurezza aziendale si configura come procedimento di programmazione della prevenzione globale dei rischi e tale logica riguarda anche la gestione dei rischi in caso di affiancamento dei lavori a singole imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi all’interno dell’azienda o di una singola unità produttiva della stessa, nonché nell’ambito del ciclo produttivo dell’azienda medesima.

La Corte riporta poi che se i titolari della posizione di garanzia sono più di uno, come nel caso di specie, ciascun garante risulta per intero destinatario dell’obbligo di impedire l’evento fino a che non si esaurisca il rapporto che ha originato la singola posizione di garanzia.

Il mancato intervento da parte di altro soggetto parimenti destinato all’obbligo di impedire l’evento non genera l’annullamento del nesso di causalità tra la condotta del titolare della posizione di garanzia e l’evento stesso.

Anche riguardo il tipo di rapporto tra le due imprese è oggetto di approfondimento della Corte. Al fine della valutazione di coordinamento e cooperazione connessa al rischio interferenziale è necessario concentrarsi sull’effetto generato dal rapporto tra le varie aziende che cooperano (appalto, contratto d’opera o di somministrazione); vale a dire valutare la concreta interferenza o coesistenza di più organizzazioni, la quale genera la posizione di garanzia dei datori di lavoro ai quali fanno capo le distinte organizzazioni.

Per quanto riguarda le doglianze del ricorrente, la Corte sceglie di trattarle congiuntamente e ritenerle inammissibili in quanto si espone critiche riguardo la ricostruzione del fatto e la qualificazione giuridica del rapporto sussistente tra il macello e la propria impresa.

Come riportato in Corte di appello la ricostruzione dei fatti evidenzia che, dopo aver ricevuto l’appalto dalla società di macello per la movimentazione e lavori di carico e scarico di carni alle relative mezzene, l’imputato aveva elaborato un DVR  in cui fu considerato il proprio rischio di caduta dal piano del veicolo sul quale venivano effettuate le operazioni la cui altezza era di 1,5 metri ma le uniche misure di sicurezza previste erano la informativa al lavoratore dei rischi e l’invito di tenersi lontano dai bordi, attività del tutto impraticabile soprattutto nelle ultime fasi di carico quando il facchino si sarebbe trovato ad operare in prossimità di una fessura tra il bordo dell’autocarro e la paratia metallica.

Il rischio di caduta era quindi concretamente prevedibile anche a causa del mancato coordinamento tra l’attività del committente, l’autotrasportatore e gli stessi facchini a causa della mancata messa a punto di una procedura.

La Corte ha poi ribadito che il legale rappresentante non può esimersi da responsabilità adducendo una propria incapacità tecnica, in quanto tale condizione lo obbliga al conferimento a terzi dei compiti in materia antinfortunistica.

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