20 feb 2020

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SENTENZE | 1996/2020 Sulla modalità di notifica del verbale di prescrizione




Il tema delle contravvenzioni antinfortunistiche è sempre molto attuale, in particolar modo per quanto riguarda l'aspetto della notifica dei verbali di prescrizioni al datore di lavoro.

Nella sentenza che vedremo oggi scopriremo se e come può avvenire la consegna dei verbali redatti da parte dell'organo di vigilanza.

L'imputato della sentenza odierna, Legale Rappresentante dell'Azienda interessata, non era risultato presente durante il controllo di un ispettore. Il verbale redatto dall'ispettore, contenente le prescrizioni e l'invito ad adempiere alle stesse, venne fatto pervenire tramite raccomandata a/r e, proprio per la mancanza dell'imputato, l'atto venne lasciato nella cassetta della posta dell'Azienda.

Secondo la difesa tale procedura è da ritenersi illegale, posto che in tema di notificazione di atti alla persona giuridica, la legge consente la notifica dell'atto al Legale Rappresentate in luogo della sede legale e/o operativa della società solo ove dal contenuto dell'atto da notificare emergano i dati anagrafici del Legale Rappresentante nonché indirizzo di residenza, di domicilio o dimora abituale. Secondo la difesa, dall'esame del verbale, invece, risulterebbe solo il nome del Legale Rappresentante, ma non i restanti dati prima citati.

Oltre a ciò, sempre secondo la difesa “il procedimento di notifica sarebbe affetto da nullità assoluta per la mancanza della relata di notifica e dell'avviso di accertamento, attestante la irreperibilità temporanea del notificando. In caso di mancata consegna, infatti, l'agente postale deve comunicare al destinatario la data in cui è stata tentata la consegna, del piego contenente l'atto giudiziario e, contestualmente, lo deve informare che potrà ritirare il predetto piego presso l'ufficio postale, attività che sarebbe stata completamente omessa nel procedimento di notifica di cui si discute. L'agente postale avrebbe dovuto infatti inviare al notificando la c.d. CAD (comunicazione di avvenuto deposito), donde difetta l'attestazione della giacenza del plico presso l'ufficio postale per il periodo di almeno dieci giorni consecutivi. In definitiva, dunque, la sentenza meriterebbe annullamento difettando il tentativo di definizione della procedura in via amministrativa per causa non imputabile all'imputato, ma da ascrivere unicamente all'irregolarità della procedura di notificazione dell'atto.”

 

Secondo la Corte di Cassazione, il ricorso presentato è inammissibile, fatto salvo che “in tema di contravvenzioni antinfortunistiche, la notifica del verbale di prescrizioni al datore di lavoro, redatto dall'organo di vigilanza ai sensi dell'art. 20 del D.Igs. 19 dicembre 1994, n. 758, può avvenire anche a mezzo del servizio postale e, qualora la raccomandata non venga consegnata per l'assenza del destinatario e di altra persona abilitata a riceverla, si perfeziona per compiuta giacenza (Sez. 3, n. 30176 del 17/01/2017 - dep. 16/06/2017, Zinni, Rv. 270426).”

In particolare, risulta inammissibile perché “l'imputato si è limitato ad eccepire l'asserita irregolarità della notifica per compiuta giacenza eseguita presso il suo indirizzo di residenza ma non presso la sede legale (modalità, del resto, del tutto corretta, in quanto ad essere chiamato all'adempimento delle prescrizioni impartite è il contravventore-persona fisica, attivandosi con la comunicazione del verbale al contravventore ex D. Igs. n. 758 del 1994 una procedura mista amministrativo/penale nei confronti dell'indagato e non certo della società, non costituendo le violazioni addebitate reati presupposto della responsabilità dell'ente, prevista solo per i delitti richiamati all'art. 25-septies, d. Igs. n. 231 del 2001). Parimenti priva di pregio è l'eccezione secondo cui si sarebbe una nullità assoluta della procedura di notifica per mancata notifica della comunicazione di avvenuto deposito. Ed invero, ribadito quanto già supra specificato circa l'assoluta libertà di forma del procedimento di comunicazione al contravventore del verbale ex art. 20, d. Igs. n. 758 del 1994 (tanto che, ad esempio, si è ritenuta valida la notificazione effettuata presso il domicilio eletto dal contravventore nell'ambito del procedimento penale a suo carico: Sez. 3, n. 20857 del 17/01/2017 - dep. 02/05/2017, Paudice, Rv. 270505), deve qui essere precisato che la procedura il cui mancato rispetto è invocato dalla difesa del ricorrente riguarda esclusivamente il procedimento di notifica di un atto giudiziario, dunque non estensibile al caso in esame, in cui ad essere notificato ed un verbale redatto da un organo amministrativo nell'esercizio di funzioni di polizia giudiziaria. E' infatti condizione imprescindibile per il perfezionamento della notifica la spedizione delle Comunicazioni di Avvenuto Deposito (ossia i c.d. CAD) nel caso in cui, nelle notifiche effettuate a mezzo posta, l'agente postale non possa consegnare il piego per temporanea assenza del destinatario o per mancanza, inidoneità o assenza di persone idonee a ricevere la notifica. Infatti, è solo dall'invio del CAD che decorre il termine di dieci giorni necessari per il perfezionamento della notifica per compiuta giacenza, così come previsto dall'art.8 co.2 L n.890/82.”

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