21 ott 2021

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ANTINCENDIO | Primi chiarimenti sul Decreto Ministeriale 2 settembre 2021




Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha pubblicato sul proprio sito internet la Circolare n. 15472 del Ministero dell’Interno quale nota esplicativa rispetto il Decreto Ministeriale del 2 settembre 2021, importante documento per i “Criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, ai sensi dell’articolo 46, comma 2 lettera a), punto 4 e lettera b) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81”.

Il Documento di approfondimento si sofferma sui vari articoli del DM evidenziando le principali novità e gli aspetti più pregnanti che andranno fortemente ad impattare nella gestione della sicurezza aziendale.

Articolo 2 – Piano d’Emergenza

In questo articolo si evidenziano delle novità importanti, tra le quali il fatto che la necessità del piano di emergenza non si debba più valutare solo in funzione dei lavoratori presenti, bensì anche nel rispetto del numero di coloro i quali occupano, a qualsiasi titolo, l’interno dell’attività.

Nel caso di luoghi di lavoro con meno di 10 lavoratori, aperti al pubblico con meno di 50 persone contemporaneamente o luoghi di lavoro che NON rientrano nell’allegato I del Decreto del Presidente della Repubblica 151/2011, il Datore di lavoro non è obbligato alla redazione del piano di emergenza, ma rimane la necessità di adottare tutte le misure organizzative e gestionali che devono essere attuate in caso di incendio.

Tali misure, che comunque devono essere riportate all’interno del DVR o nel documento redatto sulla base delle procedure standardizzate (art. 29, comma 5 D.lgs. 81/08), possono sostanziarsi in misure semplificate per la gestione dell’emergenza, ossia planimetria ed indicazioni schematiche.

Per quanto riguarda i contenuti necessari all’interno del piano di emergenza, tali vengono esplicitati all’interno dell’Allegato II tra i quali, si ricorda, dovranno essere riportati i nominativi dei lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e di gestione delle emergenze, o quello del datore di lavoro nei casi descritti dall’art. 34 del D.Lgs 81/08.

Articolo 3 – Informazione e formazione dei lavoratori

Questo articolo, assieme all’Allegato I del Decreto Ministeriale in oggetto, danno indicazioni sull’informazione e sulla formazione antincendio dei lavoratori somministrata dal datore di lavoro, conformemente agli articoli 36 e 37 del D.Lgs 81/08.

L’adempimento di questo obbligo risulta fondamentale e costituisce un segmento specifico della gestione della sicurezza antincendio in esercizio, andando a distinguersi in modo netto dalla formazione degli addetti antincendio, il quale attiene la qualificazione delle specifiche figure (art. 18, c. 1, let. B, D.Lgs 81/08).

Articoli 4 e 5 – Designazione, formazione, abilitazione ed aggiornamento degli addetti antincendio

Tutti i lavoratori che svolgono incarichi relativi alla prevenzione incendi, lotta antincendio o gestione delle emergenze, devono ricevere una formazione antincendio specifica, nonché svolgere aggiornamenti specifici i cui contenuti minimi vengono riportati all’interno dell’Allegato III del Decreto Ministeriale oggetto dell’approfondimento.

Le principali novità riguardano l’introduzione della periodicità quinquennale per i corsi di aggiornamento e la previsione di specifici requisiti per i docenti dei corsi di formazione ed aggiornamento degli addetti antincendio. In particolare, fatti salvi gli obblighi di informazione, formazione e aggiornamento in capo al datore di lavoro in occasione di variazioni normative, è previsto l’aggiornamento della formazione su base quinquennale, secondo i contenuti minimi riportati nel medesimo allegato III.

Nel caso in cui l’attività di formazione ed aggiornamento della parte teorica, è consentito di utilizzare metodologie di apprendimento innovative, anche in modalità di formazione a distanza di tipo sincrono.

L’approfondimento dei Vigili del Fuoco sottolinea che

“la formazione degli addetti antincendio, differentemente da quelle specifica per i lavoratori, ha un carattere di generalità, poiché tratta con approfondimento differente in funzione della complessità e del livello di rischio del luogo di lavoro, tutti gli argomenti della prevenzione incendi, per i lavoratori con specifiche mansioni nell’ambito della gestione della sicurezza antincendio, ad integrazione dei contenuti della formazione specifica fornita dal datore di lavoro a tutti i lavoratori.”

Articolo 6 – Requisiti dei docenti

Il Decreto introduce i requisiti necessari ai docenti per svolgere l’attività dei corsi antincendio.

Si specifica che, per quanto riguarda i docenti della sola parte teorica, rispetto a tali requisiti, i quali avevamo elencato e brevemente approfondito nell’articolo riguardante proprio questa voce del decreto (leggi l’articolo Necsi), alla data di entrata in vigore del decreto in oggetto, devono essere ritenuti qualificati i docenti che sono in possesso di una documentata esperienza come formatori in materia teorica antincendio di almeno cinque anni con minimo di quattrocento ore all’anno di docenza.

Viene poi evidenziato che i corsi di qualificazione dei formatori, i quali sono tenuti dal personale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, hanno durate e contenuti diversificati in base che tali corsi siano finalizzati alla sola parte pratica o solo alla parte teorica, oppure ad ambedue. Tali percorsi verranno comunque conclusi con un esame finale, le cui modalità vengono specificate al paragrafo 5.4 dell’Allegato V del Decreto Ministeriale, ricordando poi che anche i docenti avranno l’obbligo dell’aggiornamento quinquennale.

Si legge poi nel Documento firmato dal Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Guido Parisi che, date le novità e la rilevanza in materia derivanti da questo importante Decreto Ministeriale, la Direzione Centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica

“sta predisponendo i nuovi programmi didattici, sia in riferimento alla formazione degli addetti che alla formazione dei docenti, e le indicazioni operative per l’organizzazione dei corsi di formazione e degli esami per addetti e docenti, che saranno comunicati con successiva disposizione”.

 

 

 

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