27 ott 2022

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INAIL | SSL nelle biotecnologie industriali. Un nuovo progetto europeo




Nell’ottica della sostenibilità, argomento di estrema importanza nell’ultimo periodo storico, si inserisce senza ombra di dubbio il tema della minimizzazione dell’impatto ambientale e dell’efficienza produttiva; per questo motivo il Dipartimento Innovazioni Tecnologiche INAIL si è focalizzato sulla salute e sicurezza sul lavoro nel settore delle biotecnologie industriali.

Le innovative applicazioni della biotecnologia industriale permettono a settori maturi e a quelli in forte espansione, come ad esempio materie prime o produzione di energia, di svilupparsi in modo sostenibile sia a livello ambientale che economico e sociale.

Per questo motivo Inail ha prodotto un interessante documento di approfondimento sulla correlazione tra la Sicurezza sul Lavoro e le biotecnologie industriali.

Si legge nel documento che l’adozione di standard di sicurezza efficaci, reattivi e responsabili può aumentare la fiducia dell’opinione pubblica e promuovere lo sviluppo degli impianti di nuova generazione (bioraffinerie). In tal senso, il primo passo dovrebbe essere la sostituzione dell’attuale paradigma basato sulla valutazione e gestione del rischio a valle dello sviluppo industriale, con un approccio proattivo applicato all’inizio della progettazione del processo e dell’impianto. Sebbene i rischi per l’ambiente e la salute, posti dalle bioraffinerie, siano generalmente considerati inferiori rispetto a quelli dei tradizionali processi chimici e petrolchimici, si riscontra una carenza informativa sugli aspetti di salute e sicurezza delle bioraffinerie, in particolare per i nuovi bioprocessi in fase di sviluppo.

Un concetto chiave per tutti i settori lavorativi, ma soprattutto per quelli che stanno cominciando a svilupparsi, è quello della prevention through design, ossia la progettazione del processo e/o dell’attrezzatura in modo tale da eliminare alla fonte il pericolo per il lavoratore.

Il progetto RES URBIS

Nel contesto di trasizione verso l’adozione di sostanze chimiche e prodotti chimici sicuri e sostenibili si colloca il progetto RES URBIS, RESources from URban Bio-waSte, legato al progetto europeo Horizon 2020 il quale aveva l’obiettivo primario di rendere possibile l’integrazione, all’interno di una singola facility (bioraffineria), di processi di trasformazione dei rifiuti organici di origine urbana o assimilabile in bio-prodotti ad alto valore aggiunto.

L’obiettivo generale del progetto “RESources from URban Bio-waSte” (RES URBIS) afferente al programma europeo Horizon 2020, nell’ambito della Call Circ-05-2016: Unlocking the potential of urban organic waste, è stato quello di utilizzare un’unica catena tecnologica principale per la conversione di diversi tipi di rifiuti organici urbani in prodotti a base biologica, riducendo al minimo anche eventuali rifiuti residui o conseguenti da smaltire.

Tra gli obiettivi specifici del progetto trova spazio anche l’analisi degli aspetti di salute e sicurezza; la filiera tecnologica è stata valutata per quanto riguarda gli aspetti di salute e sicurezza sul lavoro. Non sono state riscontrate criticità rilevanti e sono state formulate raccomandazioni sulle misure di gestione dei rischi analizzati. Tali sono stati positivamente verificati per quanto riguarda i rischi biologici, chimici e da formazione di atmosfere potenzialmente esplosive.

 

Documenti Disponibili:

INAIL – Salute e Sicurezza nelle Biotecnologie Industriali. Il progetto europeo RES URBIS

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