
È stata pubblicata la nuova indagine OSH Pulse 2025, promossa da EU-OSHA, riguardante lo stato della salute e della sicurezza dei lavoratori europei nell’era dei cambiamenti climatici e della trasformazione digitale. Oltre 28.000 dipendenti, in tutti i Paesi UE nonché Islanda, Norvegia e Svizzera, hanno condiviso le proprie esperienze e percezioni sui principali rischi emergenti.
I risultati evidenziano che un lavoratore europeo su tre è esposto a pericoli legati al cambiamento climatico, come caldo estremo, inquinamento dell’aria ed eventi meteorologici intensi. Emerge che, sebbene le misure preventive adottate dai datori di lavoro siano piuttosto diffuse, la loro applicazione rimane irregolare e con livelli di efficacia molto variabili tra settori e Paesi, rendendo indispensabile sviluppare e consolidare ulteriori soluzioni efficaci per affrontare il problema.
L’indagine mette in luce anche la pressione dei rischi psicosociali e la salute mentale. Il sostegno varia fortemente in base alla dimensione aziendale e alla regione europea, con le microimprese e l’Europa meridionale in ritardo.
Per quanto riguarda la trasformazione digitale, il 90% dei lavoratori utilizza tecnologie avanzate, dall’IA ai robot. Ma l’automazione porta con sé nuovi rischi: monitoraggio costante, incarichi decisi da sistemi automatici e perdita di autonomia decisionale. Questi fattori, sottolinea l’EU-OSHA, richiedono più trasparenza, dialogo e inclusione nelle scelte tecnologiche.
Il quadro emerso evidenzia la necessità urgente di strategie integrate capaci di rendere i luoghi di lavoro più resilienti, tutelare la salute dei lavoratori e garantire un equilibrio sostenibile tra innovazione e benessere.












