
Pubblicato un nuovo studio dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) che analizza il ruolo delle tessere identificative come strumento per migliorare la trasparenza e la sicurezza nei cantieri, con un focus sul settore delle costruzioni.
L’EU-OSHA ha recentemente diffuso un documento di riflessione dal titolo “Labour Identification Cards and their Use for Occupational Safety and Health”, che approfondisce l’utilizzo delle tessere identificative dei lavoratori come leva per rafforzare la sicurezza sul lavoro e contrastare il fenomeno del lavoro irregolare, in particolare nel comparto edile, che si tratta uno dei settori più esposti a rischi e infortuni.
Nel report, le tessere di identificazione sono descritte come strumenti di certificazione individuale che riportano dati visibili e memorizzati sul lavoratore e sul datore di lavoro. Questi strumenti si rivelano importanti poiché garantiscono una maggiore trasparenza e tracciabilità nei contesti operativi complessi.
L’EU-OSHA evidenzia come l’adozione di queste tessere non solo sia utile per contrastare il lavoro sommerso, ma possa anche generare impatti positivi sul piano della prevenzione degli incidenti e della tutela dei lavoratori.
Nonostante la difficoltà nel misurare con precisione l’efficacia diretta delle tessere identificative sulla riduzione degli infortuni, vengono illustrati diversi ambiti in cui esse offrono vantaggi concreti, tra i quali:
- Verifica della formazione: consentono di accertare in tempo reale se un lavoratore ha ricevuto la formazione obbligatoria in materia di SSL prima di accedere a un’area a rischio.
- Certificazioni e idoneità: possono contenere informazioni su abilitazioni specifiche o idoneità sanitarie, agevolando il lavoro di coordinamento e supervisione dei responsabili della sicurezza.
- Monitoraggio accessi e orari: in alcuni contesti sono utilizzate per tracciare orari di lavoro e accessi a zone sensibili, riducendo il rischio di sovraccarico fisico e migliorando la gestione dei turni.
Esperienze positive si registrano in diversi Paesi europei: nel Regno Unito, l’introduzione delle tessere in combinazione con altre misure ha contribuito a ridurre gli incidenti mortali nei cantieri; in Spagna, oltre a migliorare il monitoraggio della formazione, è stato osservato un effetto benefico sulla riduzione degli infortuni.
In Italia, il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza) prevede l’obbligo per i datori di lavoro di fornire ai propri dipendenti una tessera di riconoscimento con fotografia, dati anagrafici e indicazione del datore di lavoro, nei cantieri temporanei o mobili. Anche se non esiste una disciplina nazionale uniforme per tutti i settori, questa misura è già prassi consolidata nel mondo delle costruzioni.
In diversi contesti, la semplice tessera cartacea è stata sostituita da soluzioni digitali evolute, con tecnologia RFID o QR code, che integrano dati su formazione, idoneità sanitaria, abilitazioni e visite mediche periodiche, migliorando la gestione e la sicurezza complessiva della forza lavoro.
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L’analisi dell’EU-OSHA mette in luce i principali vantaggi derivanti dall’uso delle tessere identificative: maggiore tracciabilità delle competenze, verifica immediata delle conformità, miglior coordinamento tra le parti e maggiore controllo sulla corretta applicazione delle normative.
Tuttavia, l’introduzione su larga scala di questi strumenti solleva anche questioni legate alla tutela della privacy dei lavoratori e alla gestione dei dati sensibili. Per questo, l’adozione delle tessere dovrebbe essere accompagnata da un coinvolgimento attivo delle parti sociali e da adeguate garanzie normative.












