
Da oggi, 10 ottobre 2025, entrano in vigore i nuovi principi generali sull’impiego dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro, previsti dalla legge 23 settembre 2025, n. 132.
L’obiettivo è quello di promuovere “un utilizzo corretto, trasparente e responsabile, in una dimensione antropocentrica, dell’intelligenza artificiale, volto a coglierne le opportunità”, inoltre, vuole garantire “la vigilanza dei rischi economici e sociali e sull’impatto sui diritti fondamentali dell’intelligenza artificiale”.
La nuova legge definisce le regole per la ricerca, la sperimentazione e l’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di promuoverne un utilizzo etico, trasparente e sicuro.
Particolare rilievo è attribuito alla prevenzione degli infortuni, ambito in cui l’IA potrà integrare e potenziare le misure già previste dal D.Lgs. 81/2008, offrendo un supporto alle attività di analisi e controllo.
L’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi di sicurezza può certamente rappresentare un vantaggio, ma richiede una gestione consapevole e competente. L’adozione di soluzioni tecnologiche senza un’adeguata valutazione tecnica può infatti generare errori, ridurre l’affidabilità dei sistemi di prevenzione e determinare criticità sotto il profilo della responsabilità aziendale.
I datori di lavoro dovranno inoltre informare i dipendenti sull’utilizzo di strumenti basati su AI, che potranno essere impiegati esclusivamente per finalità di sicurezza e miglioramento organizzativo.
Presso il Ministero del Lavoro è istituito un Osservatorio nazionale incaricato di monitorare l’evoluzione delle nuove tecnologie e promuovere attività di formazione e aggiornamento rivolte a imprese e lavoratori.
Il provvedimento non introduce nuovi obblighi rispetto al Regolamento Europeo 2024/1689, ma punta a incoraggiare una diffusione responsabile dell’intelligenza artificiale, capace di coniugare innovazione, tutela della persona e trasparenza nei processi produttivi.












