
Approfittiamo dell’uscita dell’episodio 21 di The Voice of Safety “Valutazione dei rischi in ottica di genere: aspetti tecnici e normativi da considerare” per approfondire il documento di Inail, uscito in occasione dell’8 marzo (Giornata Internazionale della Donna), focalizzato sugli infortuni e le malattie professionali femminili nel periodo 2019-2023, con le prime informazioni provvisorie del 2024.
L’analisi evidenzia la necessità di migliorare la sicurezza sul lavoro per le donne e di considerare le differenze di genere nelle stesse mansioni e settori.
Il Dossier intende evidenziare l’urgenza di ulteriori miglioramenti nella sicurezza lavorativa femminile e l’importanza di riconoscere le diverse implicazioni che l’identità di genere può avere nell’assegnazione dello stesso ruolo lavorativo. Inoltre, mette in luce le sfide specifiche che emergono in ambienti lavorativi dominati da un genere o caratterizzati da una diversità di età, provenienza e genere.
I dati preliminari del 2024 segnalano un lieve calo delle denunce di infortunio complessive (-0,7%) rispetto all’anno precedente. In particolare:
- Gli infortuni in occasione di lavoro sono diminuiti dell’1,9%
- Degli infortuni in itinere (durante il tragitto casa-lavoro) sono aumentati del 5%.
- Per le lavoratrici, gli infortuni sul posto di lavoro sono calati dell’1,3%, mentre quelli in itinere sono aumentati del 3,9%.
Nello specifico, per quanto riguarda gli infortuni in itinere, l’analisi fatta del triennio 2021-2023 conferma che le donne risultano più vulnerabili a questo tipo di infortuni rispetto agli uomini. Se si considerano anche gli infortuni “fuori azienda” (in itinere e quelli con mezzo di trasporto), la quota femminile sale al 28%, contro il 19% degli uomini.
L’Istituto ha poi delineato le fasce d’età più a rischio riscontrando che le lavoratrici più colpite dagli infortuni nel 2023 hanno un’età compresa tra i 55 e i 59 anni, che rappresentano il 15,7% del totale. Anche tra i casi mortali, questa fascia d’età ha registrato il numero più alto di decessi (23 su 92), seguita dalle lavoratrici tra i 60 e i 64 anni (14 decessi) e tra i 50 e i 54 anni (12 decessi).
Il dossier, inoltre, evidenzia anche il problema della violenza sul lavoro. Nel 2023, gli episodi di aggressione hanno rappresentato il 5,3% degli infortuni femminili riconosciuti dall’Inail. I settori più a rischio:
- Sanitario e assistenziale: 44% degli episodi.
- Educazione e formazione: 6,1%.
- Insegnanti di scuola primaria: 5,1%.
- Impiegate postali: 4,7%.
Infine, per quanto riguarda le malattie professionali, Inail evidenzia come quest’ultime siano in aumento nel 2024. I dati provvisori mostrano un aumento del 21,6% nelle denunce di malattia professionale rispetto all’anno precedente. La crescita riguarda sia gli uomini (+22%) che le donne (+20,8%). Le patologie più diffuse tra le lavoratrici donne sono quelle del sistema osteo-muscolare e il tessuto connettivo e del sistema nervoso.












