
Il recente studio Inail-Cnr, pubblicato su “Environmental Research”, conferma come l’aumento delle temperature dovuto al cambiamento climatico incida in modo significativo sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e come le misure di adattamento e di prevenzione dell’esposizione possano ottenere effetti benefici nella riduzione di rischi infortunistici e ricadute positive sulla produttività aziendale.
L’Italia e l’area mediterranea registrano ondate di calore sempre più frequenti e intense che, oltre a rappresentare un rischio diretto per la salute, aumentano la probabilità di infortuni per via del calo di concentrazione, dell’affaticamento e della disidratazione. Inoltre, si sottolinea che i rischi non derivano solo da situazioni estreme, ma possono anche derivare dall’incremento dell’esposizione alle radiazioni solari, dall’interazione fra esposizione a inquinanti, a cancerogeni occupazionali e ad allergeni biologici.
Soprattutto nei settori più esposti, come agricoltura, edilizia e logistica, le alte temperature influiscono anche sulla qualità delle prestazioni.
L’analisi epidemiologica condotta dai ricercatori, che ha messo in correlazione i dati sulle temperature con quelli degli infortuni, indica oltre 4.000 incidenti all’anno associabili al caldo estremo. Questo si traduce in un ingente costo sociale, quantificato in circa 50 milioni di euro annui, dovuto a spese assicurative, gestionali e di tutela delle persone infortunate.
A fronte di questi numeri, la prevenzione diventa fondamentale: una corretta informazione, un abbigliamento adeguato, la riorganizzazione dei turni di lavoro, l’accesso ad aree ombreggiate, il ricorso a soluzioni tecnologiche come indumenti refrigeranti e l’uso di sistemi di allerta specifici per il mondo occupazionale sono misure indispensabili per tutelare la salute dei lavoratori.
Nel quadro più ampio delle iniziative di ricerca, il progetto Worklimate 2.0 rappresenta l’impegno concreto dell’Inail nel mettere insieme vari istituti ed enti regionali, coordinati dal Cnr, per studiare gli effetti dello stress termico e sviluppare soluzioni mirate. L’obiettivo è fornire strumenti e conoscenze utili a gestire e ridurre il rischio, calcolando anche i costi sociali ed economici che il caldo estremo comporta. Una strategia efficace, infatti, non solo tutela i lavoratori, ma favorisce la competitività e la sostenibilità delle imprese, contribuendo alla crescita economica e al benessere collettivo.












