
Nel 2025 le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail sono state 597.710, in aumento dell’1,4% rispetto all’anno precedente. A delineare il quadro provvisorio è il nuovo numero di Dati Inail, che anticipa i contenuti della Relazione annuale. Le denunce dei lavoratori salgono a 516.839 (+1,0%), mentre quelle degli studenti raggiungono 80.871 (+3,8%). Crescono soprattutto gli infortuni in itinere, quasi 100mila (+3,2%), con un’incidenza che sale al 19,3% del totale.
Tra le lavoratrici si registra un aumento degli infortuni in occasione di lavoro (+2,0%), mentre per gli uomini le denunce risultano in lieve calo. Diminuiscono gli infortuni dei lavoratori nati in Italia (-0,5%) e aumentano quelli dei nati all’estero (+3,7%), la cui incidenza supera il 24%. A livello territoriale crescono soprattutto Centro e Isole, con un incremento marcato nel Lazio (+11,7%).
Le denunce di infortunio con esito mortale sono state 1.093, tre in più rispetto al 2024: calano i casi avvenuti sul luogo di lavoro, ma aumentano quelli in itinere. In crescita anche le malattie professionali, che raggiungono 98.463 casi (+11,3%), trainate dalle patologie dell’apparato osteomuscolare e il tessuto connettivo. Nel confronto europeo, secondo Eurostat, l’Italia registra un indice di infortuni mortali pari a 1,20, sostanzialmente in linea con la media UE‑27 (1,23) e con la Spagna (1,18), ma nettamente inferiore a quello della Francia (3,50) e superiore a quello della Germania (0,53). Per quanto riguarda gli infortuni non mortali, il Paese si colloca stabilmente al di sotto della media europea, con 991 casi a fronte dei 1.300 dell’UE, facendo segnare valori significativamente più bassi rispetto a Spagna (2.391), Francia (2.351) e Germania (1.418).












