
I dati INAIL relativi ai primi due mesi del 2026 restituiscono un quadro articolato dell’andamento di infortuni e malattie professionali in Italia. Pur nella provvisorietà dei numeri, l’analisi evidenzia dinamiche diverse tra tipologie di evento, settori produttivi e territori.
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro registrano un lieve aumento rispetto allo stesso periodo del 2025 (+2,4%), attestandosi a 63.112 casi, mentre i decessi sul lavoro risultano in forte calo (-27,8%). Parallelamente crescono gli infortuni in itinere (+8,5%), a fronte di una riduzione significativa dei casi mortali (-19,4%).
Sul piano settoriale, l’aumento degli infortuni in occasione di lavoro interessa soprattutto i servizi di alloggio e ristorazione e la gestione di acqua e rifiuti, mentre diminuiscono i casi in ambiti come sanità, assistenza sociale e manifatturiero. Dal punto di vista territoriale si osserva un calo nel Nord-Est e un incremento nel Centro, nelle Isole, nel Nord-Ovest e al Sud, con variazioni rilevanti tra le singole regioni. L’aumento delle denunce coinvolge sia uomini che donne, con una crescita più accentuata della componente femminile, e interessa in particolare le fasce di età più giovani (dai 15 ai 39 anni) e quelle più mature (dai 60 ai 69 anni).
Nel primo bimestre del 2026 risultano in diminuzione anche gli infortuni mortali in itinere (al netto degli studenti), che riguardano soprattutto i settori trasporto e magazzinaggio e servizi di supporto alle imprese. Per quanto riguarda l’analisi territoriale, vediamo dei cali al Sud, nel Nord- Est, nel Nord-Ovest e al Centro, e incrementi nelle Isole. Per quanto riguarda le classi di età, vediamo incrementi di denunce mortali tra i 20-24enni, i 35-39enni, i 65-69enni e gli over 75.
Per quanto riguarda gli studenti di scuole di ogni ordine e grado, le denunce di infortunio pervenute all’INAIL entro febbraio 2026 sono state 15.583, in lieve calo (-1,0%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Prosegue il netto decremento degli infortuni nei percorsi di formazione scuola-lavoro (-57%).
Particolarmente significativa è la crescita delle malattie professionali denunciate, che raggiungono quota 17.036 casi (+14,2% rispetto al 2025). L’aumento interessa il settore industria e servizi, agricoltura e conto Stato e riguarda sia uomini che donne, con una maggiore incidenza nel Centro, nel Nord-Ovest e nelle Isole. Le patologie più frequentemente denunciate restano quelle a carico del sistema osteo muscolare e del tessuto connettivo, seguite dai disturbi del sistema nervoso e dell’apparato uditivo.
Nel diffondere i dati, l’INAIL ricorda che le statistiche mensili sono influenzate dai tempi di gestione delle pratiche e da possibili picchi occasionali. Per una valutazione completa delle tendenze in atto sarà quindi necessario attendere i dati consolidati di fine anno. Nel frattempo, i numeri confermano l’importanza di continuare a investire in prevenzione, valutazione dei rischi e promozione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.












