
L’INAIL, attraverso una recente pubblicazione del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila), evidenzia l’importanza della diffusione dei defibrillatori (DAE) nei luoghi di lavoro.
L’arresto cardiaco improvviso è la principale causa di morte improvvisa in Europa, con oltre 700.000 casi l’anno, di cui circa 60.000 solo in Italia. Colpisce spesso senza sintomi premonitori evidenti, anche persone apparentemente sane e, se non trattato nei primi minuti, porta rapidamente alla morte.
L’intervento tempestivo con rianimazione cardio-polmonare (RCP) e defibrillazione può aumentare il tasso di sopravvivenza fino al 60%. Il DAE, strumento semplice da utilizzare e dotato di istruzioni vocali guidate, consente anche ai non sanitari di intervenire efficacemente.
Sebbene la normativa non ne imponga l’obbligo, la legge 116/2021 ne promuove l’installazione in luoghi pubblici e ambienti lavorativi con almeno 15 dipendenti o grande affluenza.
Si rileva, quindi, la formazione per il corretto utilizzo di questo strumento. I corsi devono includere esercitazioni pratiche, “un rapporto adeguato istruttore-allievi e verifiche finali, in linea con gli standard internazionali”.
Promuovere la presenza dei DAE nei luoghi di lavoro significa non solo aumentare le possibilità di sopravvivenza in caso di emergenza, ma anche rafforzare la cultura della prevenzione, della sicurezza e della responsabilità sociale d’impresa.












