
Il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail ha recentemente pubblicato un fact-sheet dal titolo “Promuovere salute e benessere nei luoghi di lavoro: un paradigma in evoluzione”. Il documento affronta un tema cruciale per le organizzazioni contemporanee: la transizione dal tradizionale modello biomedico a un approccio salutogenico, che vede la salute come “risorsa e bene essenziale per lo sviluppo personale, sociale ed economico”.
Negli anni ’50 nasce il concetto di positive health, che sposta l’attenzione dall’assenza di malattia al rafforzamento delle risorse che sostengono la salute. Successivamente, la teoria della salutogenesi di Aaron Antonovsky ridefinisce la salute come processo dinamico di adattamento, basato su fattori psicofisici, emotivi e sociali.
La Carta di Ottawa del 1986 sancisce la promozione della salute come strategia per consentire alle persone di aumentare il controllo sulla propria condizione e migliorarla. In questo contesto, i fattori socioculturali e ambientali diventano determinanti fondamentali del benessere, rendendo la salute una responsabilità trasversale a tutte le politiche.
Ad oggi, l’aumento di malattie croniche, disturbi psicosomatici e disagio psichico, aggravato dall’invecchiamento della popolazione, impone un ripensamento dei modelli di prevenzione e cura. Le patologie emergenti richiedono approcci integrati, personalizzati e sostenibili, che considerino l’influenza di fattori ambientali, culturali e relazionali.
Il fact-sheet vuole “supportare la transizione al paradigma salutogenico, suggerendo l’adozione di alcuni criteri di sviluppo organizzativo sostenibile coerenti con gli approcci complessivi per la protezione e promozione della salute nei luoghi di lavoro e le scoperte nell’ambito della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI)”.












