INAIL | Utilizzo dei parametri cardiaci per una valutazione fisiologica dei lavoratori esposti al rischio da sovraccarico biomeccanico

La frequenza cardiaca può rappresentare un prezioso indicatore per valutare l’impegno fisico dei lavoratori esposti al rischio da sovraccarico biomeccanico. A evidenziarlo è un recente fact sheet dell’INAIL intitolato “Utilizzo dei parametri cardiaci per una valutazione fisiologica dei lavoratori esposti al rischio da sovraccarico biomeccanico”, che illustra come questo parametro fisiologico possa integrare le tradizionali metodologie di valutazione nei contesti lavorativi caratterizzati da attività complesse, variabili o poco standardizzate.

La frequenza cardiaca (FC), ovvero il numero di battiti del cuore al minuto, aumenta in risposta allo sforzo fisico e consente di ottenere indicazioni oggettive sul carico di lavoro sostenuto dall’organismo. Per questo motivo viene considerata uno degli strumenti più semplici e immediati per stimare la richiesta metabolica associata a determinate mansioni, tanto da essere previsto anche dal protocollo NIOSH e dalla norma ISO 11228-1.

L’analisi della frequenza cardiaca risulta infatti particolarmente utile nelle attività che coinvolgono ampi gruppi muscolari, nei lavori svolti a lungo con le mani al di sopra delle spalle e, più in generale, nelle mansioni ad elevata variabilità operativa.

Grazie alla disponibilità di cardiofrequenzimetri e dispositivi indossabili sempre più affidabili, semplici da utilizzare e accessibili anche alle PMI, oggi è possibile raccogliere dati fisiologici utili a supportare una valutazione del rischio più completa e accurata.

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