
Con il DM n. 20 del 12 febbraio 2026, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha adottato il Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro – Anno 2026, documento che definisce le azioni che verranno attuate entro il 31 dicembre 2026 per rafforzare la prevenzione, la vigilanza e la diffusione della cultura della sicurezza.
Il Piano si pone in continuità con quello del 2025 e mira a consolidare la sinergia tra istituzioni, parti sociali, lavoratori e imprese, con l’obiettivo di ridurre in modo sistematico infortuni e malattie professionali. La tutela della salute e della sicurezza viene ribadita come valore centrale non solo sotto il profilo normativo, ma anche etico, sociale ed economico, in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e con la Strategia europea 2021–2027.
Il documento si inserisce in un quadro programmatorio ampio e coordinato e risulta coerente con le recenti novità introdotte dal decreto-legge n. 159/2025, che ha rafforzato il sistema di tutela con particolare attenzione a prevenzione, formazione, vigilanza e responsabilità d’impresa. Il Piano 2026 adotta una visione prospettica, rivolta non solo ai lavoratori di oggi ma anche a quelli di domani, prevedendo interventi che coinvolgono imprese, mondo del lavoro e sistema scolastico, puntando su informazione, formazione e sensibilizzazione.
Le azioni previste si sviluppano lungo due direttrici principali: da un lato le attività promozionali e di prevenzione, finalizzate a diffondere comportamenti responsabili e misure efficaci di protezione; dall’altro le attività di vigilanza, con controlli mirati e coordinati da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e azioni di contrasto alle irregolarità più gravi. Centrale è anche il ruolo delle nuove tecnologie, considerate un supporto fondamentale per il monitoraggio e la gestione dei rischi.
Il Piano conferma l’impostazione ispirata alla “Visione Zero”, ponendosi l’obiettivo di rafforzare una cultura della sicurezza diffusa e condivisa. È rivolto a lavoratori, imprese, giovani, parti sociali, enti pubblici e privati e, più in generale, a tutti gli stakeholder, con l’intento di rendere la salute e la sicurezza sul lavoro un patrimonio comune da tutelare in ogni contesto della vita quotidiana.












