
La Regione Veneto, in attuazione della normativa nazionale sulla protezione dai rischi da esposizione al radon, ha individuato i comuni ad alta priorità: in tali aree si stima che la concentrazione media annua superi 300 Bq/m³ in almeno il 15% degli edifici.
L’elenco, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 115 del 20 maggio 2025, individua le aree in cui i datori di lavoro che operano in locali semi-sotterranei o al piano terra sono tenuti a effettuare la valutazione del rischio radon entro il 20 maggio 2027.
I comuni individuati sono:
- Belluno: Borca di Cadore, Cibiana di Cadore, Ospitale di Cadore, Perarolo di Cadore, Rivamonte Agordino, San Vito Di Cadore e Tambre;
- Padova: Cinto Euganeo, Torreglia e Vo’;
- Treviso: Fonte, Ponzano Veneto e Vedelago;
- Vicenza: Dueville, Foza, Lusiana Conco, Schio, Valdagno, Valdastico e Valli Del Pasubio;
- Verona: Selva di Progno.
L’obbligo riguarda tutti i luoghi di lavoro sotterranei, i locali semi-sotterranei o a piano terra nei comuni indicati e le attività elencate dal Piano Nazionale Radon, come impianti di potabilizzazione in vasca aperta, imbottigliamento di acque minerali, centrali idroelettriche e stabilimenti termali
Le scadenze da rispettare:
- Nuove attività in sotterranei o nei comuni a rischio: misurazione entro 24 mesi dall’avvio
- Attività già esistenti nei comuni a rischio: misurazione entro il 20 maggio 2027
- Attività del Piano Nazionale Radon: misurazione entro il 21 febbraio 2026
Le misurazioni devono essere effettuate solo da servizi di dosimetria riconosciuti.
Devono coprire un intero anno solare, con uno o più periodi consecutivi di campionamento, e seguire metodiche conformi a standard nazionali o internazionali.












