04 ott 2018

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SENTENZE | Infortunio in itinere in auto, conta la distanza casa-lavoro




Uno dei casi più frequenti di infortunio sul lavoro è quello che si registra in itinere nel tragitto casa-lavoro. Ma in quali casi questo tipo di incidenti viene riconosciuto dall'INAIL?

Oggi vediamo la sentenza 21122 del settembre 2017 della corte di Cassazione che giudica legittimo il fatto che l'infortunio in itinere in auto non sia stato riconosciuto dall'INAIL se il tragitto da casa al lavoro percorso a piedi è più breve e sicuro.

La sentenza riguarda un infortunio di una lavoratrice che, recandosi sul luogo di lavoro distante 500/700 metri dalla propria abitazione, rimaneva vittima di un incidente automobilistico.

INAIL si opponeva adducendo che questo incidente non può rientrare tra gli infortuni in itinere, rifiutando di indennizzare la lavoratrice proprio per la breve distanza che ne separa l'abitazione dal luogo di lavoro.

Viene infatti sottolineato che un percorso pedonale sarebbe stato di gran lunga più breve e sicuro visto che il tragitto in auto risulta costellato di sensi unici e di traffico nelle ore di punta.

Benché la corte d'Appello avesse dato ragione alla lavoratrice, la Corte di Cassazione afferma che il tragitto sarebbe appunto stato ben più rapido e sicuro se la lavoratrice lo avesse effettuato a piedi anziché in macchina e che la lavoratrice, non avendo portato in Tribunale un motivo che definisse il giorno dell'incidente diverso dagli altri per propria condizione fisica in modo che fosse giustificato l'uso della macchina.

Sono presenti 3 commenti alla notizia

Paolo Tasselli
04 ott 2018 alle 18:36

NON SONO RIPORTATI I DATI DELLA SENTENZA PER POTERSI DOCUMENTARE E RILASCIARE UN COMMENTO NEL MERITO. TROPPO GENERICA LA DESCRIZIONE

Utente Necsi Luca Gasparoni @Paolo Tasselli
05 ott 2018 alle 08:30

Gentile Paolo,
la sentenza in questione è la sentenza 21122 del settembre 2017 della Corte di Cassazione.

Paolo Tasselli
05 ott 2018 alle 10:26

La ringrazio, l'avevo recuperata ieri e letta; il commento di ieri era solo per suggerire una maggior precisione nelle comunicazioni per aiutare l'efficienza di sistema. COMMENTO: condivido il punto di vista delle toghe della Cassazione e quindi la sentenza. Vi sono cattive abitudini comportamentali che in alcuni casi (quelli della sentenza) cozzano contro una normativa abbastanza chiara. Mi domando se i lavoratori sono informati/formati sui doveri dal Datore di Lavoro. Da RSPP quando faccio i corsi sulla parte generale della Sicurezza sul Lavoro è sempre presente un capitolo dedicato agli infortuni e ai comportamenti di ognuno dei soggetti coinvolti.

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