06 ott 2014

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Conoscere il rischio: la sezione INAIL che aiuta a saperne di più sui pericoli presenti nei luoghi di lavoro




Dalle vibrazioni che possono essere trasmesse a mani e braccia o al corpo intero da macchine e apparecchiature allo stress termico a cui è sottoposto il lavoratore che opera in ambienti "severi" caldi o freddi; dai movimenti ripetuti, tipici nei cicli lavorativi frequenti, che possono generare patologie a carico delle articolazioni, alle operazioni di spinta e traino, responsabili di potenziali lesioni agli arti superiori e alla schiena. E ancora, l'esposizione alla silice cristallina e alle sue polveri, causa della silicosi, o i rischi elettrici fino ai pericoli che possono derivare dalle nanoparticelle e in generale dalle nanotecnologie.

Si trova questo ed altro ancora nella nuova sezione "Conoscere il rischio", attiva su Canale Sicurezza e curata dai tecnici della Contarp, la Consulenza Tecnica Accertamento rischi e prevenzione dell'Inail. Già presente fin dall'attivazione del canale, nel dicembre 2012, la sezione è stata implementata e arricchita di nuovi contenuti. Un'opportunità in più offerta dall'Istituto ai suoi utenti per offrire informazioni, dati e notizie sempre più aggiornate anche alla luce delle nuove acquisizioni tecniche e scientifiche e delle innovazioni normative e legislative.

Dalle vibrazioni disagi nello svolgimento attività lavorative

Nell'area dedicata agli "Agenti fisici", uno spazio è stato riservato al rischio da vibrazioni, in cui sono introdotte le tematiche relative ai pericoli derivanti dalla trasmissione di vibrazioni al corpo umano provenienti da apparecchiature o mezzi vibranti. Anche senza arrivare ad effetti patologici particolari, l'esposizione a vibrazioni può arrecare disagio e disturbo nell'espletamento dei compiti lavorativi. In particolare sono considerate pericolose le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio da un'apparecchiatura che nell'uso normale va impugnata dal lavoratore con una o con entrambe le mani, come pure le vibrazioni trasmesse al corpo intero da macchine semoventi su gomma o su cingoli e mezzi di trasporto, attraverso sedili di guida o pianali, oppure da macchine fisse quando si opera in prossimità di esse. Per ulteriori approfondimenti è a disposizione il 'portale agenti fisici' P.A.F. www.portaleagentifisici.it, realizzato dall'Inail in collaborazione con la Regione Toscana, l'AUSL di Siena e l'AUSL di Modena.

Stress termico, un fattore da non sottovalutare

Un altro fattore di rischio approfondito nella sezione è lo stress termico, a cui i lavoratori sono sottoposti quando svolgono attività in ambienti "severi" caldi o freddi. In tali ambienti, le condizioni climatiche possono compromettere, in modo anche serio, la salute in quanto il sistema di termoregolazione dell'organismo umano è sottoposto ad un impegno gravoso per mantenere l'equilibrio termico. Anche in questo caso sono date indicazioni su riferimenti legislativi, norme tecniche, modalità per la valutazione del rischio, e le relative misure di prevenzione e protezione.

Attenzione ai movimenti

L'area sui rischi ergonomici si è arricchita degli approfondimenti relativi ai rischi per la salute dovuti ai movimenti ripetuti e alle operazioni di spinta e traino. Con i primi ci si riferisce alle serie di sequenze e azioni di breve durata, chiamate comunemente 'cicli', uguali nel loro ripetersi. Da esse, oltre ad affaticamento ed alienazione, possono derivare un elevato numero di patologie che impattano sui distretti articolari e che ultimamente sono registrate con frequenza crescente tra le malattie professionali denunciate all'Inail. Con le operazioni di spinta e traino ci si collega alle movimentazioni manuali effettuate spingendo o trainando oggetti molto comuni, come per esempio i carrelli. Operazioni semplici, ma, se effettuate in modo scorretto, che possono condurre a mal di schiena o a lesioni agli arti superiori.

Silice cristallina, un tema ancora attuale

Nell'area 'Polveri e fibre' è stato dedicato ampio spazio agli approfondimenti sulla silice libera cristallina, responsabile di malattie invalidanti come la silicosi, a lungo registrata come la patologia professionale più diffusa tra i lavoratori italiani.

Dalle nanoparticelle rischi per i polmoni

Ma i pericoli non derivano solo da attività lavorative 'classiche'. Una nuova area tematica è stata dedicata alle nanotecnologie che si occupano della creazione e dell'utilizzo di strutture, dispositivi e sistemi dotati di nuove proprietà e funzioni in scala nanometrica, approssimativamente da 1 a 100 nanometri - nm (il nm corrisponde a un milionesimo di millimetro). Gli studi sugli animali hanno dimostrato che le nanoparticelle, presenti da sempre sulla terra e negli ambienti di vita e lavoro dell'uomo come risultato di fenomeni naturali (emissioni vulcaniche), processi incontrollati (combustioni, particolato urbano, ecc.) e attività industriali, possono causare danni ai polmoni maggiori di quelli prodotti dalle particelle più grandi, essendo la loro reattività esaltata da una "superficie specifica" maggiore (rapporto tra area e massa della particella).

Rischio elettrico: due nuovi strumenti contro i pericoli da elettricità

Nell'area relativa al rischio elettrico sono stati inseriti due nuovi utili strumenti per la valutazione del rischio derivante da impianti elettrici e da organi di collegamento mobili (adattatori, prolunghe, ecc.). In pratica, si tratta di una lista di controllo - destinata ai datori di lavoro - e della relativa guida per la compilazione con cui il datore di lavoro è sollecitato ad adottare adeguate misure tecniche ed organizzative necessarie a salvaguardare i lavoratori dai rischi di natura elettrica. [Articolo tratto dal sito sicurezzasullavoro.inail.it]

Vai alla sezione Conoscere il rischio

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