16 feb 2018

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Sostanze chimiche pericolose: al via l'indagine pilota INAIL-ECHA




Identificare le eventuali cause che impediscono un uso efficace delle informazioni contenute nelle schede di sicurezza (Sds) per la valutazione del rischio chimico in azienda e proporre le modifiche più idonee per migliorarle.

Questo il contributo richiesto a un ampio panel mirato di imprese, attraverso la compilazione di un questionario che sarà online a partire dal prossimo 19 febbraio. Il questionario, predisposto da un gruppo di lavoro multidisciplinare INAIL, coordinato dalla Direzione centrale prevenzione, è stato condiviso con ECHA (European chemicals agency) e FEDERCHIMICA.

I destinatari sono i soggetti, interni o esterni all'azienda, chiamati a occuparsi della valutazione del rischio chimico e del rispetto degli obblighi previsti dal regolamento europeo REACH (Registration, evaluation, authorisation of chemicals).

 

Dalle schede di sicurezza
le informazioni necessarie contro i rischi chimici

Le schede dati di sicurezza rappresentano il principale documento informativo che accompagna le sostanze chimiche e le loro miscele.

Contengono dati fondamentali per una corretta e sicura manipolazione di sostanze e miscele e consentono al datore di lavoro di identificare le sostanze pericolose e di conoscere i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori e dell'ambiente, consentendo di adottare le necessarie misure di prevenzione e protezione.
 

È la prima indagine europea sul tema

L'obiettivo della collaborazione fra Inail ed Echa, con il supporto di Federchimica, è quello di realizzare un'indagine per misurare l'impatto delle schede dati di sicurezza delle sostanze pericolose e delle miscele sugli utilizzatori a valle. Con questa denominazione, secondo i regolamenti tecnici Reach e Clp (Classification, labelling and packaging), sono indicati lavoratori individuali o imprese per i quali l'utilizzo di sostanze chimiche non rappresenta l'elemento principale dell'attività ma entra pienamente nel ciclo produttivo aziendale.

È il caso, per esempio, delle aziende operanti nei settori prescelti per l'indagine, della gomma plastica, del tessile e del cuoio, della carta e del legno. Tra i prodotti chimici impiegati ci sono solitamente vernici, metalli, adesivi, solventi e detergenti. Lo studio costituisce la prima indagine pilota attivata in uno Stato dell'Unione europea e potrà rappresentare un modello trasferibile anche ad altri Paesi membri.
 

Il questionario si articola in 24 domande

Il questionario, che sarà compilabile online fino al 20 aprile, è strutturato in 24 domande, suddivise in quattro ambiti tematici: organizzazione, conoscenza, aspetti tecnici e gradimento/criticità.

Rispondendo a un primo invito, le imprese coinvolte potranno partecipare all'indagine attraverso un link personalizzato che ne consentirà l'attivazione. [Tratto da fonte INAIL]

 

> Rischio chimico: scopri come gestire correttamente l'impatto dei regolamenti REACH e CLP nella tua azienda

 

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