08 mag 2018

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Applicazione dei regolamenti REACH e CLP nei luoghi di vita e di lavoro




Come far in modo che la valutazione dei rischi chimici sia davvero esaustiva? Il primo passo è indubbiamente identificare tutte le sostanze e le miscele che sono presenti all'interno dei luoghi di lavoro, comprendendo ogni singolo elemento della filiera produttiva, sia diretto che indiretto, includendo materie prime, rifiuti, agenti attivi o che si palesano in seguito ai processi produttivi.

In relazione a ciò, ricordiamo i risultati di un'importante convegno tenutosi a Bologna sul REACH e CLP e sulla loro applicazione nei luoghi di vita e di lavoro.

L'intervento sottolinea come con il regolamento CLP sia stata aggiornata non solo la legislazione europea, ma anche come sono stati allineati i recepimenti italiani delle norme di prevenzione riguardanti gli incidenti industriali e con impatto sulla sicurezza e la salute occupazionale.

Da sottolineare quindi la grande importanza dell'inventario delle sostanze e delle miscele pericolose che nel D.Lgs 105/2015 "rappresenta, correttamente, una parte essenziale ed imprescindibile della descrizione dello stabilimento, dello stesso rango delle lavorazione e degli impianti" infatti, all'Allegato 2 - Dati e informazioni minimi che devono figurare nel Rapporto di sicurezza di cui all'art.15 troviamo:

(...)
3. Descrizione dello stabilimento...

c) descrizione delle sostanze pericolose:

i) inventario delle sostanze pericolose comprendente: 

- l'identificazione delle sostanze pericolose; denominazione chimica, numero CAS, denominazione secondo la nomenclatura IUPAC,

- quantità massima di sostanze pericolose effettivamente presente o possibile,

ii) caratteristiche fisiche, chimiche, tossicologiche e indicazione dei pericoli, sia immediati che differenti, per la salute umana e l'ambiente;

iii) comportamento fisico e chimico nelle condizioni normali di utilizzo in stabilimento o nelle condizioni anomale prevedibili.

 

I relatori del convegno sostengono, quindi, che identificare le sostanze pericolose in modo esaustivo costituisce la sola prassi metodologica corretta e allo stesso modo anche il prodromo per l'esatta identificazione di norme e adempimenti da seguire e mettere in atto a seconda dell'attività che ci si appresta a svolgere benchè -  e lo chiariscono bene gli intervenienti al congresso bolognese - si tratti senza ombra di dubbio di una delle fasi con maggiore criticità.

Approcciarsi in maniera quanto più corretta e metodica ad una catalogazione a inventario delle diverse sostanze presenti nel luogo di lavoro è una pratica altrettanto imprescindibile qualora si parli di analisi dei pericoli e dei correlati rischi per la sicurezza e la salute in quanto, un'eventuale omissione o dimenticanza all'interno dell'inventario suddetto può tragicamente portare a conseguenze ostili anche sotto l'aspetto penale.

 

La buona prassi per una corretta stesura dell'inventario

In principio è d'uopo procedere dall'esame del ciclo produttivo; ogni fase di lavoro deve essere quindi attentamente associata ai quantitativi di materiale, alla loro tipologia e pericolosità senza dimenticare i materiali fuori specifiche, i rifiuti accumulati in attesa dello smaltimento nonché gli effetti che derivano dallo stoccaggio di reagenti incompatibili o aventi condizioni specifiche da rispettare quali, a semplice titolo d'esempio: temperatura, pressione o quant'altro.

Successivamente alla stesura di un panorama d'insieme della situazione, si procede con l'associazione dei quantitativi, per fase e totali, delle categorie di pericolo servendosi delle SDS. Come detto, di fondamentale importanza deve essere anche la classificazione corretta dei rifiuti che può derivare dalla composizione secondo le stesse regole di assegnazione delle categorie di pericolo che tengono conto della concentrazione dei componenti.

I relatori del convengo concludono indicando che "l'analisi dei rischi derivanti dalla presenza, utilizzo o produzione, normale o accidentale, di sostanze chimiche e miscele pericolose può costituire un elemento centrale nel processo di valutazione dei rischi in molte realtà produttive, indipendentemente dalla appartenenza o mento al settore chimico".

A questo proposito è giusto ricordare eziandio che l'entrata a regime dei regolamenti REACH e CLP - che avverrà il prossimo 31 maggio - "mette a disposizione di tutta la filiera degli utilizzatori una nuova base di dati aggiornata, puntuale ed estesa la quale deve essere necessariamente utilizzata in maniera quanto più estesa possibile nella fase di analisi del ciclo produttivo aziendale in modo da essere in grado, quanto più correttamente, di verificare ad ogni singola fase della filiera gli agenti presenti prodotti, in ingresso e in uscita."

 

A tal proposito ricordiamo che il fornitore di sostanze chimiche ha l'obbligo di registrare entro il 1° giugno 2018 le sostanze vendute in quantità superiore a una tonnellata/anno specificando gli usi pertinenti e che, qualora l'azienda utilizzatrice ne facesse impiego diverso da quello pertinente riconosciuto dal fornitore, verrebbe applicato l'articolo 5 del REACH che impedirebbe la commercializzazione di articoli e sostanze.

Per questo motivo Necsi ha organizzato per il giorno 17 maggio il corso dedicato dal titolo: "REACH: SEI PRONTO AD ADEMPIERE CORRETTAMENTE AGLI OBBLIGHI PREVISTI? TUTTO QUELLO CHE VORRESTI SAPERE SULLA CHIMICA E NON HAI MAI OSATO CREDERE..." CLICCA L'IMMAGINE PER ISCRIVERTI

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