09 feb 2024

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DIRITTO E SICUREZZA SUL LAVORO | Lavoro agile nella pubblica amministrazione e rischi psicosociali




La rivista online dell’Osservatorio Olympus dell’Università degli Studi di Urbino ha pubblicato un contributo sul numero 2/2022 di “Diritto e Sicurezza sul lavoro”, che affronta il tema del lavoro agile nella pubblica amministrazione e i correlati rischi psicosociali. Scritto da Alice Biagiotti, assegnista di ricerca in Diritto del lavoro presso l’Università degli studi di Urbino Carlo Bo e docente a contratto di Diritto e sicurezza sul lavoro presso l’Università Politecnica delle Marche, il contributo “Lavoro agile nella pubblica amministrazione e rischi psicosociali” evidenzia come il lavoro agile (o smart working) possa comportare delle conseguenze sulla salute, fisica e mentale, dei lavoratori.

Nel contributo vengono riportati i dati della ricerca “Smart working: ascoltiamo le lavoratrici e i lavoratori” condotta dalla CGIL di Torino in collaborazione con il Centro Ricerche Themis. I risultati di questa indagine fanno emergere le problematiche riguardanti la sfera psichica causate dal lavoro agile, tra cui l’affaticamento mentale, lo stress, l’ansia e la depressione. In alcuni casi, tali situazioni si evolvono in patologie, come il disturbo post-traumatico da stress, il burnout e il workaholism, quest’ultimo caratterizzato da un lavoro ossessivo-compulsivo con conseguente perdita della percezione del tempo e delle relazioni sociali. Queste patologie derivano dal modo di organizzazione del lavoro in smartworking, in quanto è caratterizzato dalla mancanza di un orario preciso e normale di lavoro, andando a perdere il diritto alla disconnessione. Nonostante la flessibilità che offre il lavoro agile, il fatto che non abbia confini definiti e una connettività digitale diffusa può comportare a gravi conseguenze per la salute mentale dei lavoratori.

Questa modalità di lavoro comporta anche a dei rischi fisici, come i disturbi alla vista e ipertensioni. Tali problematiche sono spesso riconducibili a un ambiente di lavoro non idoneo, caratterizzato da spazi inadeguati, affollati o isolati. Questi rischi possono derivare anche da fattori ambientali come il rumore e il microclima, uniti a una ventilazione insufficiente.

Inoltre, vengono identificati pericoli legati alla defisicizzazione del contesto lavorativo, che diventa un ambiente digitale con una connettività diffusa e delle postazioni di lavoro informatiche accessibili a un numero indefinito di persone. Due criticità fondamentali emergono da questo scenario: la mancanza di competenze digitali adeguate, aggravando il divario generazionale in molte realtà lavorative, e l’eccessiva esposizione a campi elettromagnetici prodotti da strumentazione tecnologica e luoghi di lavoro 5G.

In conclusione, l’articolo si concentra su vari rischi associati a questa modalità di lavoro, con l’obiettivo di indurre le persone ad affrontare in modo tempestivo e adeguato le criticità.

 

Per approfondire l’argomento, rimandiamo al numero 2/2022 di “Diritto e Sicurezza sul lavoro”: https://bit.ly/22022dirittoesicurezzasullavoro

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