23 feb 2015

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Come gestire il rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori




L'Inail ha pubblicato la versione aggiornata delle "Schede di rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori nei comparti della piccola industria, dell'artigianato e dell'agricoltura" che aggiorna e completa la prima edizione del 2012, composta da circa cento schede. La monografia è redatta dai tecnici della Contarp Inail di Marche, Liguria e Toscana, Umbria e Friuli Venezia Giulia.

Il nuovo volume si compone di sessanta schede illustrate, divise per aree lavorative e per compiti, per sintetizzare i nuovi pericoli derivanti dal sovraccarico biomeccanico. 

Dalla descrizione del compito agli interventi di prevenzione

Tra le finalità dello studio la necessità di realizzare una "fotografia" del rischio e di associarla a ogni singola mansione.

Oltre alla descrizione e le caratteristiche del compito, ogni scheda contiene l'indicazione degli eventuali macchinari utilizzati e i fattori di rischio in relazione alla forza, postura e frequenza.

A questi si aggiunge un breve excursus sui possibili interventi di prevenzione e protezione. "Per ciascun compito - sottolinea Ugo Caselli, coordinatore del progetto - vengono ipotizzati e valutati differenti scenari. È fondamentale, infatti, capire i fattori coinvolti, facendo rientrare nella stima del rischio anche la tempistica, la postura e le ore di lavoro svolto".

Caselli: "Più attenzione anche per artigianato e piccola industria"

Rispetto alla prima edizione del 2012, le nuove schede riguardano spesso comparti ritenuti a rischio ridotto, quale quello agricolo o artigianale.

"In passato - precisa Caselli - avevamo puntato molto sui settori industriali, sottovalutando i servizi o l'artigianato. Sono stati i dati e le denunce provenienti proprio da questi ambienti che ci hanno portato ad ampliare lo sguardo. Il calzaturiero, per esempio, oggi sta richiamando sempre di più la nostra attenzione".

In aumento le malattie osteo-articolari e muscolo-tendinee

Le 60 nuove schede, oltre a rivolgersi ad ambiti lavorativi ampiamente distribuiti sul territorio nazionale, rivolgono una particolare attenzione anche alle nuove malattie professionali.

"Oggi circa il 60% delle malattie professionali sono riconducibili a esposizioni a rischio da sovraccarico biomeccanico. Mentre circa il 30% è relativo ai soli arti superiori - sottolinea ancora Caselli - Ma a volte alcune patologie sono strettamente correlate a specifiche realtà produttive, geograficamente anche molto localizzate. È il caso, per esempio, delle Marche, dove questi numeri sono ampiamente superati". [Articolo tratto dal sito www.inail.it]

Consulta la schede di rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori nei comparti della piccola industria, dell'artigianato e dell'agricoltura

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