27 feb 2017

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Rischio sismico: approvate Linee guida dal Cslp




Come si determinano le classi e quali sono le metodologie da applicare nel rischio sismico?

Le “Linee Guida per la classificazione di rischio sismico delle costruzioni” approvate il 20 febbraio 2017 il Cslp forniscono una metodologia per definire le classi di rischio sismico degli edifici esistenti, prima e dopo gli eventuali interventi antisismici. Si attende entro domani 28 febbraio la pubblicazione delle linee guida in Gazzetta (secondo quanto stabilito dalla legge di Bilancio 2017).

Campo di applicazione: edifici di civile abitazione non tutelati: non si applicano quindi ad edifici storici per i quali il MiBACT dovrà definire apposite linee guida.

Un metodo semplificato e uno avanzato

Le linee guida prevedono 2 metodi di diagnosi, uno semplificato e uno avanzato. Le classi complessivamente diventano 8 in luogo delle 6 previste inizialmente (si parte dalla A+ fino alla G)

Il metodo semplificato è basato su meccanismi rapidi, ispirati ai rilievi effettuati dalla Protezione civile negli scenari di emergenza. L’idea di questo metodo è creare una procedura semplice, meno costosa, per stimolare i cittadini a mettere in sicurezza le abitazioni con piccoli interventi (catene per sostenere gli edifici in muratura o ristrutturazione del tetto).

Con il metodo avanzato di classificazione il tecnico incaricato deve definire la classe sismica ed effettuare una valutazione sulla sicurezza dell’edificio per i seguenti stati limite:

  • stato limite di danno (SLD)
  • stato limite di salvaguardia della vita (SLV)

La valutazione va effettuata sia nello stato di fatto sia nello stato di progetto, nel rispetto di quanto previsto dalle Norme tecniche delle costruzioni (NTC 2008). Dopo la valutazione vengono definiti 

  • una classe di rischio in funzione del costo dei danni che si accompagnano al superamento di ciascuno stato limite
  • l’indice di sicurezza per l’edificio oggetto di classificazione (rapporto tra la PGA di capacità allo SLV e la PGA di domanda prevista dalla norma allo SLV).

Pertanto la classe di rischio è funzione di:

  • costo per il ripristino dei danni
  • indice di sicurezza

Detrazioni fiscali

Grazie alla valutazione del rischio sismico sarà possibile comprendere quali sono gli interventi e i costi per consentire alla struttura di avvicinarsi al grado di sicurezza previsto dalla norma. Inoltre, il proprietario avrà gli strumenti per comprendere se e come intervenire, oppure abbattere e ricostruire.

Proprio in funzione della classe di rischio viene definita l’entità del sisma-bonus previsto dalla legge di Bilancio 2017.

Sono previste, infatti, inoltre “maxi detrazioni” fiscali nei seguenti casi:

  • detrazione al 70% qualora gli interventi antisismici consentano il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore
  • detrazione al 80% qualora gli interventi antisismici consentano il passaggio a 2 classi di rischio sismico inferiore
  • detrazione al 75% qualora gli interventi antisismici siano relativi a parti comuni di edifici condominiali e consentano il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore
  • detrazione al 85% qualora gli interventi antisismici siano relativi a parti comuni di edifici condominiali e consentano il passaggio a 2 classi di rischio sismico inferiore
  • Anche le spese tecniche per la classificazione e la verifica sismica dell’immobile sono detraibili.

 

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