30 mag 2024

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INAIL | Infortuni e malattie professionali nel settore metalmeccanico e dell’installazione e gestione di impianti




È stato pubblicato il documento INAIL “Analisi dei dati statistici di infortunio e malattia professionale per le aziende industriali del settore metalmeccanico e dell’installazione e gestione di impianti”, relativo ai dati degli anni dal 2017 al 2021.

Il documento ha l’obiettivo “di migliorare la conoscenza del fenomeno infortunistico e tecno-patico nel settore dell’industria metalmeccanica e della installazione di impianti, al fine sia di realizzazione interventi di informazione di specifico interesse per le imprese metalmeccaniche, sia di individuare soluzioni pratiche di miglioramento continuo delle prestazioni”.

Nella prima parte sono riportati i dati dell’Industria metalmeccanica, mentre la seconda riguarda l’Installazione e Gestione di appalti.

Tra il 2017 e il 2021, il numero di infortuni denunciati ha registrato una significativa diminuzione del 6,8%. Questo calo ha interessato vari settori, con percentuali variabili: il settore della fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi ha visto una diminuzione dell’11%, mentre il settore della fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica ha registrato un calo dell’8%.

Analizzando gli infortuni definiti positivamente, emerge una diminuzione media quinquennale del 14% per gli infortuni sul lavoro e del 18% per quelli in itinere. Gli infortuni in itinere rappresentano il 13,7% del totale, mentre quelli occorsi sul luogo di lavoro costituiscono l’86,3%.

Il documento, inoltre, riferisce che le qualifiche professionali più esposte a infortuni, secondo la classificazione CP2011, sono quelle degli operai metalmeccanici specializzati e degli installatori e manutentori di attrezzature elettriche ed elettroniche (42,9%), seguite dagli operai semi qualificati addetti a macchinari fissi al montaggio (16,8%).

Per quanto riguarda le cause, le più frequenti sono il contatto con agenti contundenti (27,1%), incastramenti (15,7%), urti da oggetti in movimento (14,5%), sforzi psicofisici (14,4%) e schiacciamenti (13,3%). Queste cinque cause rappresentano l’85% dei casi totali. Mentre gli eventi scatenanti più comuni sono la perdita di controllo (30,7%), i movimenti senza sforzo fisico (26,2%) e i movimenti con sforzo fisico (19,2%).

In aggiunta, il documento fornisce i dati riguardanti le malattie professionali. Le malattie definite positivamente costituiscono poco più del 40% del totale delle denunce e il settore con il più alto tasso di riconoscimento è quello della fabbricazione di altri mezzi di trasporto, con una media del 57%.

Le malattie più frequenti riguardano il sistema osteomuscolare e il tessuto connettivo (49,6%), seguite dalle malattie dell’orecchio (15,25) e del sistema respiratorio (12,6%). Le malattie oncologiche rappresentano il 6,6% del totale, con i tumori maligni del tessuto mesoteliale e dei tessuti molli (44,5%) e i tumori maligni dell’apparato respiratorio e degli organi intratoracici (43,2%) che costituiscono quasi i nove decimi di tutti i casi riconosciuti.

In conclusione, il periodo 2017-2021 ha visto una diminuzione significativa degli infortuni sul lavoro, con variazioni notevoli tra i diversi settori e un miglioramento generale delle condizioni di sicurezza.

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